Roberto Merella primo match analyst diplomato dalla Figc
L’ex giocatore sassarese apripista di una nuova professione «All’estero il nostro ruolo è fondamentale, io ci credo molto»
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SASSARI. Dopo l’esordio dell’arbitro Antonio Giua in serie A un altro ragazzo sardo fa parlare di se il mondo del pallone. Roberto Merella, 30 anni, sassarese doc, è uno dei 37 “match analyst” diplomati nel primo corso organizzato dalla Figc a Coverciano. Una piccola pattuglia chiamata a fare da apripista in un settore che mette insieme competenze diverse e che è destinato a diventare fondamentale per le squadre professionistiche. Merella ha concluso il corso con una valutazione molto alta e ne va giustamente fiero. «Siamo i primi “match analyst” in possesso del patentino della Figc e sono certo che la nostra specializzazione diventerà sempre più importante. Del resto all’estero è già così».
Ma che cosa fa un match analyst? «Il nostro compito – spiega Merella – e quello di analizzare il gioco delle squadre avversarie e di condensare le informazioni in un filmato di una decina di minuti che serve allo staff tecnico per preparare le partite. Studiamo come si schierano le difese, quasi sono i movimenti a centrocampo e in attacco, dove sono, se ci sono, i punti deboli e le eventuali criticità. Sintetizziamo tutto mettendo insieme spezzoni delle partite precedenti e diamo agli allenatori la possibilità di adottare le contromisure più efficaci. In serie A quasi tutte le squadre utilizzano la figura del match analyst ma finora non c’era un vero e proprio albo professionale. Adesso anche la Figc si è resa conto dell’importanza della tecnologia e della statistica nel mondo del calcio e si sta andando verso al creazione di un ruolo federale per i match analyst. Nel frattempo a Coverciano si è svolto il primo corso ufficiale e io ho superato il test di ammissione e, nei giorni scorsi, l’esame finale».
Roberto Merella ha un passato da calciatore (ha giocato in Eccellenza col Latte Dolce e in Promozione col Valledoria) e da qualche anno sta collaborando con il settore giovanile del Latte Dolce allenando la squadra dei pulcini. «Ho il patentino Uefa B – spiega – e un ottimo rapporto con Massimiliano Paba, allenatore della prima squadra, che devo ringraziare per il sostegno e l’incoraggiamento che mi ha dato in questi mesi. Collaboro anche con Daniele Bianchi che, da appassionato di informatica e di calcio, sta già svolgendo - e devo dire bene - il doppio ruolo di giocatore e match analyst per la sua squadra».
Per Merella la speranza è che quello che fino a ieri era un hobby si trasformi in una professione. «In Inghilterra, in Spagna e in Germania e già così. Credo che lo diventerà presto anche in Italia ed è positivo il fatto che la Federazione se ne stia interessando». (a.l.)
Ma che cosa fa un match analyst? «Il nostro compito – spiega Merella – e quello di analizzare il gioco delle squadre avversarie e di condensare le informazioni in un filmato di una decina di minuti che serve allo staff tecnico per preparare le partite. Studiamo come si schierano le difese, quasi sono i movimenti a centrocampo e in attacco, dove sono, se ci sono, i punti deboli e le eventuali criticità. Sintetizziamo tutto mettendo insieme spezzoni delle partite precedenti e diamo agli allenatori la possibilità di adottare le contromisure più efficaci. In serie A quasi tutte le squadre utilizzano la figura del match analyst ma finora non c’era un vero e proprio albo professionale. Adesso anche la Figc si è resa conto dell’importanza della tecnologia e della statistica nel mondo del calcio e si sta andando verso al creazione di un ruolo federale per i match analyst. Nel frattempo a Coverciano si è svolto il primo corso ufficiale e io ho superato il test di ammissione e, nei giorni scorsi, l’esame finale».
Roberto Merella ha un passato da calciatore (ha giocato in Eccellenza col Latte Dolce e in Promozione col Valledoria) e da qualche anno sta collaborando con il settore giovanile del Latte Dolce allenando la squadra dei pulcini. «Ho il patentino Uefa B – spiega – e un ottimo rapporto con Massimiliano Paba, allenatore della prima squadra, che devo ringraziare per il sostegno e l’incoraggiamento che mi ha dato in questi mesi. Collaboro anche con Daniele Bianchi che, da appassionato di informatica e di calcio, sta già svolgendo - e devo dire bene - il doppio ruolo di giocatore e match analyst per la sua squadra».
Per Merella la speranza è che quello che fino a ieri era un hobby si trasformi in una professione. «In Inghilterra, in Spagna e in Germania e già così. Credo che lo diventerà presto anche in Italia ed è positivo il fatto che la Federazione se ne stia interessando». (a.l.)
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