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Nuovo stadio, la parola passa ai tifosi

di Mario Frongia
Nuovo stadio, la parola passa ai tifosi

Il presidente del Cagliari Giulini: «Aspettiamo i loro suggerimenti e stiamo pensando anche all’azionariato popolare»

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CAGLIARI. Lo stadio del futuro marcia su binari precisi. Dal budget alle intese con gli enti pubblici, passando per tifoseria e impatto ambientale. Tra i "dettagli", il futuro della Sardegna Arena.

Sull'impianto provvisorio, ecco il Tommaso Giulini: «Abbiamo anche pensato che in futuro possa ospitare l'Olbia. Ma una società per potersi permettere un gioiellino del genere deve giocare in B o in A. Ho chiesto a Brunelli, il direttore generale della Lega, di trovarci un club che voglia giocare la serie A qui da noi. Mi auguro venga fuori qualche opportunità, L'importante è monetizzare la struttura, anche perché ci siamo impegnati col comune per il ripristino dell'area».

Il presidente allunga il tiro. Calcio e sport, più finanze e orizzonti commerciali e imprenditoriali. Ma guai a dirgli che, con due stadi costruiti in cinque anni, è un presidente-imprenditore: «No, non mi piace l'etichetta di costruttore. Lo stadio deve generare ricavi, ma il mio sogno e quello dei tifosi, è sportivo, con una squadra che ci dia soddisfazioni. Poi, si ragiona su costi di 55 milioni da ammortizzare in 15 anni, stando al meccanismo approvato dal Comune, basato su una concessione di 50 anni: a me possono bastare, ma gli stadi privati vanno oltre, in genere sui 99 anni».

Presidente, cosa l'ha colpita di più delle tre proposte?

«La riqualificazione del quartiere. Ho apprezzato molto che i progettisti abbiano sposato questo passaggio chiave. Dopo aver visto i tre progetti, ho l'imbarazzo della scelta, ciascuno ha belle particolarità. Adesso vedremo i suggerimenti dei tifosi poi prenderemo, entro aprile, una scelta oggettiva e analitica, su parametri frutto della valutazione dei nostri consulenti".

Parliamo di risorse. Che costi avete sostenuto?

«Centomila euro per lo studio dei progetti e dei consulenti. I tre sono stati scelti per il curriculum e le esperienze. Sia chiaro: il progettista che vince ce lo portiamo fino all'inaugurazione dello stadio, con direzione lavori, progettazione esecutiva e oltre, se ci fossero gli Europei in Italia. E sono rimasti fuori archistar con parcelle da uno a sei milioni di euro».

Il passaggio da 24 a 30mila posti la preoccupa?

«No, gli accordi per il budget con la Sfirs e il Comune sono cristallizzati e non temo un dialogo per aumenti pro quota. Di certo, andrà rivisto il piano economico-finanziario, ci sarà da monetizzare con uno sponsor il nome dello stadio, gli spazi commerciali e anche una sorta di azionariato popolare. Ma non si passerà da 55 a 110 milioni di euro»

I tre prescelti cosa dicono sul fronte costi?

«Giurano di essere dentro il budget. Ripeto, i tre concept non sono i progetti definitivi, ma spunti su cui poter scegliere, da adeguare alle nostre esigenze e a quel che vogliamo dare ai nostri tifosi e alla città. Magari limeremo il budget del progetto vincente».

Lo stadio, ma anche un'area importante della città. Una bella responsabilità, o no?

«Sappiamo di dare un grande contributo che può essere utile all'intero capoluogo regionale. Ci metteremo passione e impegno».

Presidente, cosa privilegerete nella scelta?

«Lo stadio deve generare vita, sarà importante capire in quale dei tre progetti famiglie e tifosi potranno spendere giornate meravigliose, di pari passo con la squadra».

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