Cellino: orgoglioso di averlo portato in A
E il presidente del Coni: «Non è sempre vero che “the show must goes”. Il mondo del pallone ha fatto bene a fermarsi»
3 MINUTI DI LETTURA
CAGLIARI. Davanti a una tragedia come quella di ieri il mondo del pallone non poteva non fermarsi. Le gare del campionato di serie A e di serie B sono state rinviate e per una volta le polemiche da bar sport hanno lasciato il campo a un ricordo sincero e sentito di Davide Astori. «E’ stato un grande uomo e un grande sportivo – ha detto Massimo Cellino, il presidente che l’ha portato al Cagliari e gli ha aperto il palcoscenico della serie A –. Sono onorato di averlo avuto nella mia squadra, e orgoglioso di averlo fatto esordire nella prima serie. È stato un esempio per tutti e un ragazzo speciale. Non lo dimenticherò così come non lo hanno dimenticato i tifosi di tutte le squadre nelle quale ha giocato».
Il cordoglio del mondo dello sport è stato riassunto da Giovanni Malagò presidente del Coni che ha parlato di una “domenica triste” e non ha nascosto lo choc per una “morte improvvisa e assurda”. «Sono sconvolto – ha detto Malagò –. Sono vicino alla compagna Francesca con cui Davide ha avuto una bambina. Il nostro mondo è profondamente colpito da quanto successo. Le parole stanno a zero e la decisione di rinviare la giornata è quella giusta».
Il numero uno dello sport italiano ha giustificato la scelta di rinviare la giornata di campionato perché «ho sentito i presidenti ed erano tutti d'accordo», e poi perché «il calcio che io penso e che immagino è di valori, di ideali, condivisione di emozioni e rispetto. Non solo nell'atleta ma anche nell'uomo. Era doveroso».
«Spesso si giustifica the show must goes on ma non deve valere per me. Il calcio è lo sport più popolare ma anche quello che deve dare segnali particolari in questo momento – ha continuato Malagò, che ha poi chiesto ai tifosi di «non lasciarsi trasportare a nessuna illazione e speculazione. Nessun medico sulla faccia della terra vi potrà mai dire che c'è un rimedio certo e categorico sul rischio di una morte improvvisa come questa. Poi ci sarà un'autopsia e si accerteranno situazioni create».
Commosso anche il ricordo del commissario della Figc, Roberto Fabbricini: «Davide era una persona che ha dato tanto al calcio italiano. In Figc è considerato uno di famiglia, siamo tutti costernati».
Anche Gian Piero Ventura, ex Ct della Nazionale e allenatore del Cagliari ha voluto ricordare il suo ex giocatore e mandare una messaggio alla famiglia: «Sono stravolto per la perdita umana e sportiva – ha detto –. Davide era un ragazzo d'oro, una persona con cui era un piacere parlare e confrontarsi, oltre che un calciatore di qualità. Non ho parole che, del resto, non basterebbero per colmare il mio dolore. Sono vicino alla sua famiglia, ai suoi cari e ai sui compagni».
Il cordoglio del mondo dello sport è stato riassunto da Giovanni Malagò presidente del Coni che ha parlato di una “domenica triste” e non ha nascosto lo choc per una “morte improvvisa e assurda”. «Sono sconvolto – ha detto Malagò –. Sono vicino alla compagna Francesca con cui Davide ha avuto una bambina. Il nostro mondo è profondamente colpito da quanto successo. Le parole stanno a zero e la decisione di rinviare la giornata è quella giusta».
Il numero uno dello sport italiano ha giustificato la scelta di rinviare la giornata di campionato perché «ho sentito i presidenti ed erano tutti d'accordo», e poi perché «il calcio che io penso e che immagino è di valori, di ideali, condivisione di emozioni e rispetto. Non solo nell'atleta ma anche nell'uomo. Era doveroso».
«Spesso si giustifica the show must goes on ma non deve valere per me. Il calcio è lo sport più popolare ma anche quello che deve dare segnali particolari in questo momento – ha continuato Malagò, che ha poi chiesto ai tifosi di «non lasciarsi trasportare a nessuna illazione e speculazione. Nessun medico sulla faccia della terra vi potrà mai dire che c'è un rimedio certo e categorico sul rischio di una morte improvvisa come questa. Poi ci sarà un'autopsia e si accerteranno situazioni create».
Commosso anche il ricordo del commissario della Figc, Roberto Fabbricini: «Davide era una persona che ha dato tanto al calcio italiano. In Figc è considerato uno di famiglia, siamo tutti costernati».
Anche Gian Piero Ventura, ex Ct della Nazionale e allenatore del Cagliari ha voluto ricordare il suo ex giocatore e mandare una messaggio alla famiglia: «Sono stravolto per la perdita umana e sportiva – ha detto –. Davide era un ragazzo d'oro, una persona con cui era un piacere parlare e confrontarsi, oltre che un calciatore di qualità. Non ho parole che, del resto, non basterebbero per colmare il mio dolore. Sono vicino alla sua famiglia, ai suoi cari e ai sui compagni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google