Della Valle: un onore averlo avuto 4 anni con noi
Sconvolto il patron dei viola: lunedì la firma del contratto che lo avrebbe legato a vita alla Fiorentina
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UDINE. «Sono sconvolto, non riesco ancora a crederci, Davide era un vero capitano, una grande persona, è stato un onore averlo avuto questi quattro anni con noi, non lo dimenticheremo». Trattiene a stento le lacrime il presidente della Fiorentina Andrea Della Valle che ai giornalisti sottolinea più volte: «Tra noi c’era un rapporto speciale». Fiducia estrema tanto che lunedì Astori avrebbe dovuto firmare il nuovo contratto «che lo avrebbe legato a vita a Firenze e alla Fiorentina – ha aggiunto il presidente – Ora dobbiamo ripartire, sarà dura, stateci tutti vicino, voi, la città. Ne abbiamo bisogno».
Andrea Della Valle ha scambiato qualche parola con i giornalisti davanti al centro sportivo di Firenze, accanto al presidente esecutivo Cognigni e al dg Corvino che ascoltavano le sue parole ancora increduli.
Il difensore dei viola non era un tipo esuberante, non gridava, non sgomitava ma sapeva farsi intendere e ascoltare. E non si tirava indietro quando si trattava di esternare le proprie idee o farsi portavoce degli umori della squadra: come quando, ai tempi di Sousa, si era sfogato nello spogliatoio del Castellani dopo una brutta sconfitta della Fiorentina con l’Empoli. O come quando, soltanto qualche mese fa, dopo la decisione di Pioli di dargli la fascia, aveva sollecitato i Della Valle a tornare accanto alla squadra che aveva bisogno di loro. Un invito che i proprietari viola alla fine hanno raccolto: proprio un mese fa, prima della trasferta di Bologna, il patron Andrea Della Valle in visita nel ritiro della squadra si era intrattenuto a lungo con il capitano a dimostrazione del fatto che si fidava pienamente delle sue considerazioni. «Dobbiamo andare avanti – ha ribadito il presidente con la voce strozzata dal pianto – adesso sembra tutto ancora assurdo, dobbiamo stare vicino alla famiglia. Aiutateci tutti».
Andrea Della Valle ha scambiato qualche parola con i giornalisti davanti al centro sportivo di Firenze, accanto al presidente esecutivo Cognigni e al dg Corvino che ascoltavano le sue parole ancora increduli.
Il difensore dei viola non era un tipo esuberante, non gridava, non sgomitava ma sapeva farsi intendere e ascoltare. E non si tirava indietro quando si trattava di esternare le proprie idee o farsi portavoce degli umori della squadra: come quando, ai tempi di Sousa, si era sfogato nello spogliatoio del Castellani dopo una brutta sconfitta della Fiorentina con l’Empoli. O come quando, soltanto qualche mese fa, dopo la decisione di Pioli di dargli la fascia, aveva sollecitato i Della Valle a tornare accanto alla squadra che aveva bisogno di loro. Un invito che i proprietari viola alla fine hanno raccolto: proprio un mese fa, prima della trasferta di Bologna, il patron Andrea Della Valle in visita nel ritiro della squadra si era intrattenuto a lungo con il capitano a dimostrazione del fatto che si fidava pienamente delle sue considerazioni. «Dobbiamo andare avanti – ha ribadito il presidente con la voce strozzata dal pianto – adesso sembra tutto ancora assurdo, dobbiamo stare vicino alla famiglia. Aiutateci tutti».
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