L’autopsia conferma: ha ceduto il cuore
I medici aspettano i risultati degli esami istologici ma parlano di “probabile bradiaritmia di origine naturale”
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UDINE. Il capitano della Fiorentina, Davide Astori, è deceduto a causa di una «morte cardiaca senza evidenze macroscopiche, verosimilmente su base bradiaritmica», dunque probabilmente per cause naturali.
Il suo cuore avrebbe dunque rallentato fino a fermarsi.
Questo è quanto emerso dal primo responso degli esami autoptici, eseguiti ieri dal direttore del Centro di patologia vascolare dell'Università di Padova, Gaetano Thiene, e dall'anatomopatologo, professore di medicina legale all'Università di Udine, Carlo Moreschi, al termine della quale la Procura ha firmato il nulla osta per la restituzione della salma ai familiari.
L'esame, cominciato intorno alle 11, è durato poco più di tre ore. Al termine i due esperti hanno inviato il referto alla Procura aggiungendo però una nota non secondaria e prudenziale: «Per la diagnosi definitiva sono necessari approfonditi esami istologici seriati».
Accertamenti che saranno eseguiti entro due mesi: «Soltanto tra sessanta giorni, quando avremo la diagnosi definitiva, si potrà dire con certezza, esattamente, che non ci siano state cause che potevano essere riconoscibili o cause esterne di qualche tipo», ha affermato il Procuratore capo di Udine Antonio De Nicolo confermando, appunto, il primo responso.
All'autopsia erano presenti anche il medico legale Giacomo Flamini nominato come consulente da uno dei fratelli di Davide Astori, Marco. Un ruolo che, è stato specificato, non va oltre l' «avere un interlocutore diretto all'interno di questo procedimento», come ha precisato il legale che segue la famiglia del calciatore, Alessandro Zonca.
«In questo momento - ha riferito - i familiari di Davide Astori hanno la mente e il cuore colmi di dolore. Ogni pensiero è rivolto al loro dolore».
La Procura ha invece respinto la richiesta della società Fiorentina di nominare un proprio medico-legale, indicato nella dottoressa Gloria Manetti. «Tenevamo a partecipare per acclarare e sapere quali sono le cause della morte - ha spiegato l'avvocato Raffaele Conte, nominato dal club viola -. Ritenevamo di poterlo fare quale persona offesa o danneggiata dal reato. La Procura ha ritenuto invece che siano persone offese solo i prossimi congiunti mentre noi, persone danneggiate» non siamo «legittimati in questa fase a partecipare», ha concluso il legale.
A Udine sono rimasti ancora il fratello Marco e uno zio del calciatore, per sbrigare le pratiche per il trasferimento della salma che oggi arriverà a Coverciano, dove sarà allestita la camera ardente.
Il suo cuore avrebbe dunque rallentato fino a fermarsi.
Questo è quanto emerso dal primo responso degli esami autoptici, eseguiti ieri dal direttore del Centro di patologia vascolare dell'Università di Padova, Gaetano Thiene, e dall'anatomopatologo, professore di medicina legale all'Università di Udine, Carlo Moreschi, al termine della quale la Procura ha firmato il nulla osta per la restituzione della salma ai familiari.
L'esame, cominciato intorno alle 11, è durato poco più di tre ore. Al termine i due esperti hanno inviato il referto alla Procura aggiungendo però una nota non secondaria e prudenziale: «Per la diagnosi definitiva sono necessari approfonditi esami istologici seriati».
Accertamenti che saranno eseguiti entro due mesi: «Soltanto tra sessanta giorni, quando avremo la diagnosi definitiva, si potrà dire con certezza, esattamente, che non ci siano state cause che potevano essere riconoscibili o cause esterne di qualche tipo», ha affermato il Procuratore capo di Udine Antonio De Nicolo confermando, appunto, il primo responso.
All'autopsia erano presenti anche il medico legale Giacomo Flamini nominato come consulente da uno dei fratelli di Davide Astori, Marco. Un ruolo che, è stato specificato, non va oltre l' «avere un interlocutore diretto all'interno di questo procedimento», come ha precisato il legale che segue la famiglia del calciatore, Alessandro Zonca.
«In questo momento - ha riferito - i familiari di Davide Astori hanno la mente e il cuore colmi di dolore. Ogni pensiero è rivolto al loro dolore».
La Procura ha invece respinto la richiesta della società Fiorentina di nominare un proprio medico-legale, indicato nella dottoressa Gloria Manetti. «Tenevamo a partecipare per acclarare e sapere quali sono le cause della morte - ha spiegato l'avvocato Raffaele Conte, nominato dal club viola -. Ritenevamo di poterlo fare quale persona offesa o danneggiata dal reato. La Procura ha ritenuto invece che siano persone offese solo i prossimi congiunti mentre noi, persone danneggiate» non siamo «legittimati in questa fase a partecipare», ha concluso il legale.
A Udine sono rimasti ancora il fratello Marco e uno zio del calciatore, per sbrigare le pratiche per il trasferimento della salma che oggi arriverà a Coverciano, dove sarà allestita la camera ardente.
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