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Il Calangianus resta senza presidente

Il Calangianus resta senza presidente

Pallone in difficoltà in un centro che sta dando tanto al calcio

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CALANGIANUS. A cinque giornate dal termine del campionato con una squadra terzultima in classifica ma che ha ancora la possibilità di salvare la categoria passando per la lotteria dei playout i tifosi del Calangianus devono fare i conti con l’ennesima brutta notizia. Il presidente Paolino Cossu, che da agosto si era reso disponibile a guidare la società , dopo l’abbandono di un gruppo di giovani dirigenti protagonisti di due bei campionati, si è dimesso. Il motivo? «Problemi personali» racconta. E non aggiunge altro se non «Ringrazio quei pochi dirigenti che mi hanno sostenuto e a chi della precedente gestione mi è stato vicino».

In paese però tutti sanno che Cossu minacciava - da mesi - le dimissioni, accortosi che del futuro del Calangianus calcio non interessa nulla a nessuno. Pochi spettatori la domenica, nessuna mobilitazione degli sportivi, come sempre accadeva per ingaggiare le pedine necessarie a irrobustire la intelaiatura di partenza.

Troppo spesso il patron si è sentito impotente. Aveva fra le mani la possibilità di ingaggiare qualche buona pedina da inserire in un organico che ha bisogno di rinforzi invece cì mai riuscito per problemi economici. Paolino Cossu non fa nomi e non accusa alcuno ma è chiaro che è stato deluso da tanti che avevano fatto promesse e poi sono spariti Una cosa aggiunge a denti stretti: « Se qualcuno aveva intenzione di aiutarci doveva farlo prima e non aspettare che la situazione arrivasse a questo punto».

In un centro con una storia calcistica ultrasecolare, che nel 2018 ha interessato le cronache sportive nazionali perché un avvocato calangianese, Mauro Balata, è stato eletto presidente della Lega calcio stato di serie B e un suo giovane arbitro, Antonio Giua, ha esordito un mese fa in serie A rischia di vedere la propria società calcistica dalla lunga militanza in serie D e mai retrocessa dall’Eccellenza (e mai fallita) andare alla deriva.

Occorre davvero dare una scossa all’ambiente perché se fra poco partiranno i lavori per un nuovo manto sintetico e un nuovo look alla tribuna del Signora Chiara , il rischio di non avere una società calcistica è grande. Una crisi societaria però che è anche figlia della crisi dell’economia del paese, che è condizionata dagli strascichi delle polemiche delle ultime amministrative. Chissà che queste dimissioni non diano la sveglia all’ambiente e a chi ama la storia calcistica giallorosa. La cosa che fa più male, in questa storia, è l’indifferenza generale.

Pietro Zannoni

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