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Dybala show, la Juve mette la freccia

Dybala show, la Juve mette la freccia

Battuta l’Udinese, il pari tra Inter e Napoli proietta i bianconeri in vetta alla classifica. Mercoledì il recupero con l’Atalanta

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TORINO. Le prodezze di Paulo Dybala permettono alla Juventus di battere 2-0 l’Udinese. E, con i tre punti, di superare (+1) in testa alla classifica il Napoli. Nella giornata delle lacrime per Davide Astori, i bianconeri sbagliano anche un rigore, ma conquistano tre punti fondamentali nella corsa scudetto contro un avversario solido ma poco propositivo. E poi si mettono davanti alla tv per seguire la sfida tra Inter e Napoli nel posticipo serale. Intanto il pensiero è già alla preparazione del del recupero di mercoledì contro l'Atalanta.

«Questo campionato dipende da noi», è la sentenza a fine partita di Paulo Dybala, due gol e tante giocate di classe, con Higuain la miglior coppia del campionato nonostante l'errore dal dischetto del Pipita che ha fatto infuriare mister Allegri. Dopo l’infortunio di inizio stagione, la Joya ha ritrovato la condizione e i numeri. Spettacolare la punizione al 20’ del primo tempo, una pennellata di sinistro all’incrocio dei pali, come lo scatto che costringe Angella al fallo da rigore al 36’. L’argentino tira bene ma Bizzarri indovina l’angolo e para, mantenendo la partita aperta almeno nel risultato. Per Higuain è il secondo errore consecutivo dal dischetto dopo quello in Champions con il Tottenham, unica pecca sui cui Allegri dovrà lavorare.

Il raddoppio che mette fine alla partita arriva nel secondo tempo, al 4’, sempre con Dybala su assist di Higuain, che si fa così perdonare l'errore. E che ripaga la generosità del compagno che gli aveva ceduto il penalty. Questione di «companierismo», dirà a fine partita Dybala. Guai, comunque, a pensare che per la Juventus sia stato tutto facile. L’Udinese, infatti, era partita forte, costringendo Chiellini a prendersi il giallo per fermare Jankto lanciato a rete. Poco dopo era stato Szczesny, preferito a Buffon in lacrime in panchina al ricordo di Astori, a parare una punizione insidiosa.

Fiammate che si sono spente subito, lasciando campo e iniziativa alla Juventus che si è mossa agevolmente e con grande autorevolezza in tutte le parti del campo. Senza Pjanic, sostituito da un Marchisio mai sopra le righe, il gioco è passato spesso dai piedi di Dybala e Douglas Costa, con gli inserimenti puntuali di De Sciglio e Asamoah a impensierire lo schieramento a “cinque” di Oddo. È ancora Dybala, al 33’ della ripresa, a sfiorare la tripletta, ma il suo tiro viene deviato in angolo dall’ottimo Bizzarri.

Ora c’è poco tempo per pensare a lungo termine, perché già mercoledì la Juventus torna in campo per il recupero contro l’Atalanta in una gara che si carica di significati e che caratterizza una settima molto importante per i bianconeri.

Ed è evidente che i bianconeri hanno maturato sempre più la convenzione che - dopo gli ultimi risultati - il futuro dipende principalmente da loro e dalla determinazione con cui affronteranno i prossimi impegni. La stagione, infatti, è già entrata nella fase decisiva.

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