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Sassari, il palazzetto in festa, il “suo” Travis ora è una Leggenda

di Mario Carta
Sassari, il palazzetto in festa, il “suo” Travis ora è una Leggenda

Applausi, striscioni e premi per l’amatissimo ex della Dinamo. Un “esorcismo” per superare anche questo distacco  

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SASSARI. Il rito è stato celebrato. C’erano già passati Meo Sacchetti e Drake Diener ma ieri è toccato a Travis sperimentare lo tsunami di affetto che il PalaSerradimigni sa tributare ai suoi eroi.

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È una giornata diversa, di un basket più bello. Solito tutto esaurito ma stavolta oltre che a vedere la Dinamo si va a salutare degli amici, uno in particolare, che giocano con la maglia di un altro colore. Così in tanti si presentano in anticipo e in tanti ricevono un sorriso, un saluto, un autografo da Travis, da Drake, da Djo e da Meo Sacchetti. Riscaldamento, la chiacchierata con i (pochi) compagni di squadra del passato, poi entra in scena il protagonista numero uno : il pubblico del PalaSerradimigni.

Meo Sacchetti un’ora prima del match si isola. Pausa di relax, concentrazione, una seggiola e un videogioco, il sigaro migliore e la mente a prendere la partita da lontano per metterla a fuoco in un angolo del palazzetto appena fuori dagli spogliatoi, prima di tuffarsi nel match. Che comincia con un’immersione nel passato. Prima la consegna di una targa dal presidente della Dinamo Stefano Sardara a Meo Sacchetti, poi l’abbraccio e la maglietta speciale da capitan Devecchi a Travis Diener, che entra così ufficialmente nella schiera delle “Dinamo Legends”. Commozione, che non si esaurisce. Il boato dei tifosi all’annuncio dei nomi dei cugini e del numero 0, del tecnico che oggi siede sull’altra panchina con un volume uguale a quello speso per i giocatori sassaresi. E poco prima della palla a due gli striscioni nei settori A, B e D. «Il nostro coach nazionale non smette mai di regalarci emozioni. Grazie Meo». «Bentornato trio delle meraviglie. Sempre nel cuore». E l’ultimo: «The king is back but for us he never left. We love you Travis». Poi la gara, ed è subito partita vera. I ruoli si ristabiliscono, salvo in occasione dell’ingresso in campo di Travis, partito dalla panchina e normalmente fischiato quando si presenta in lunetta.

Sassari non tradisce. Il tifo spinge la squadra alla vittoria, durante la partita non conta chi c’è dall’altra parte. E’ come un festoso esorcismo collettivo. Per andare ora anche oltre Travis, per metabolizzare il distacco. Andava fatto, ed è stato fatto tutto per bene. Vittoria compresa. E Travis, Drake e Meo sempre nel cuore.
 

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