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Dzeko porta la Roma fra le otto grandi d’Europa

Dzeko porta la Roma fra le otto grandi d’Europa

La Champions League parla sempre più tricolore, la Juventus non è più sola Gara tatticamente accorta dei giallorossi che non hanno mai sofferto

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ROMA1

ShAKHTAR DONETSK0

ROMA (4-3-3): Alisson 6, Florenzi 6.5, Manolas 7, Fazio 6, Kolarov 6.5, Nainggolan 6.5, De Rossi 6.5, Strootman 6.5, Under 5.5 (19' st Gerson 6), Dzeko 7.5 (43' st El Shaarawy s.v.), Perotti 6.5. (28 Skorupski, 5 Juan Jesùs, 25 Bruno Peres, 7 Pellegrini, 14 Schick). All.: Di Francesco 7.

SHAKHTAR DONETSK (4-2-3-1): Pyatov 5.5, Butko 4.5, Ordets 5, Rakitskiy 5, Ismaily 6, Fred 6, Stepanenko 5 (28' st Alan Patrick s.v.), Marlos 5 (36' st Dentinho s.v.), Taison 6, Bernard 5.5, Ferreyra 4.5 (55 Kuryyk, 5 Khocholava, 34 Petriak, 59 Zubkov, 74 Kovalenko). All.: Fonseca 5.

ARBITRO: Undiano Mallenco (Spa) 6.

RETE: nel st 6' Dzeko.

NOTE: Angoli: 6-2 per lo Shakhtar Recupero: 1' e 4' Espulso: Butko al 33' st per fallo da ultimo uomo Ammoniti: Florenzi, Stepanenko, Fred per gioco scorretto, Manolas per proteste, Ferreyra per comportamento antiregolamentare Spettatori: 47.693 per un incasso di 2.694.212,00 euro.

ROMA

Festa grande allo stadio Olimpico, il calcio italiano ha due squadre fra le migliori otto d'Europa e una di queste è la Roma. La compagine di Di Francesco ottiene quell'1-0 che, dopo l'1-2 dell'andata, le bastava per eliminare lo Shakhtar e superare lo scoglio degli ottavi di finale. Mentre il pubblico festeggia quasi come se avesse già vinto la Champions, la società sorride anche per il motivo che questo risultato significa incassare altri undici milioni di euro: il costo di uno dei talenti che anche la prossima estate il d.s. conta di scovare in qualche parte del mondo.

Intanto però si rimane in Europa (la Roma ritrova i quarti di Champions dopo dieci anni), in attesa che il sorteggio di venerdì faccia conoscere al popolo giallorosso il prossimo avversario, che teoricamente potrebbe essere anche la Juventus, visto che ora gli scontri 'fratricidì saranno ammessi.

A dare la vittoria alla Roma contro i giocolieri dello Shakhtar, dopo un primo tempo non esaltante, è stato un gol del solito Dzeko, splendidamente lanciato da Strootman e abile a far passare la sfera sotto le gambe di Pyatov in uscita. Il bosniaco a volte sbaglia troppo e dà l'impressione di non avere la grinta giusta, poi però risponde presente negli appuntamenti che contano, basti ricordare quanto ha fatto nella fase a gironi nelle sue sfide contro il Chelsea, che non a caso poi a gennaio ha cercato di acquistarlo. Nel primo tempo la Roma non si è fatta prendere dalla frenesia del gol a tutti i costi e si è mossa in modo prudente, lasciando il possesso ai rivali venuti dall'Ucraina (63%) e agendo in ripartenza, Non è servito a rendersi pericolosi, ma c'è da dire che anche Alisson è rimasto praticamente inattivo.

«La standing ovation deve essere per tutta la squadra, non solo per me: ognuno ha dato il massimo e siamo meritatamente ai quarti», ha detto a fine gara Dzeko.

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