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La squadra: il ct che bada al risultato e una rosa di cinquanta “giocatori”

La squadra: il ct che bada al risultato e una rosa di cinquanta “giocatori”

SASSARI. Un commissario tecnico esperto, di quelli che badano al risultato ma curano anche l’aspetto umano, e una rosa folta, ampia, in modo da poter far fronte a tutte le esigenze tattiche. Ecco la...

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SASSARI. Un commissario tecnico esperto, di quelli che badano al risultato ma curano anche l’aspetto umano, e una rosa folta, ampia, in modo da poter far fronte a tutte le esigenze tattiche. Ecco la squadra della Security della Dinamo basket.

C’è sempre stata, sotto una forma o sotto l’altra, ma da quando è cresciuta la Dinamo parallelamente si è evoluto ed è cresciuto anche questao particolare giocatore, che svolge un ruolo ormai indispensabile, e preziosissimo.

«Ho a disposizione una cinquantina di ragazzi, ma per le... convocazioni dipende dalla singola partita. Non dal fatto che sia più o meno di cartello, più o meno Milano o piuttosto Orlandina, ma dal numero dei tifosi avversari. Così passiamo da 30 a 50 addetti».

Il responsabile del settore è Luigi Peruzzu, in uno dei tanti ruoli che il versatile dirigente della Dinamo ricopre. «Il record di tifosi avversari – racconta il (tra l’altro) direttore marketing e relazioni esterne della società biancoblù –. è stato contro Bologna, e ho utilizzato tutti i ragazzi. Sono una squadra cresciuta con il tempo, in maggior parte studenti».

Tre ore, ogni partita. Si presentano un’ora e 45 minuti prima del match e lasciano il palasport 45 minuti dopo la fine della partita. In tre arrivano un’ora prima per il controllo degli ingressi. «Il palazzetto non è nostro – ricorda Peruzzu –, dobbiamo allestirlo ogni volta». E ogni volta riconsegnarlo in pefetto ordine, anche grazie alla Security.

Il gruppo è ormai formato, ogni anno c’è qualche ricambio ma sostanzialmente tutti i ragazzi (e le ragazze, poco meno della metà) hanno una grande esperienza. E una grande preparazione, «Hanno tutti fatto il corso antincendio a rischio elevato e quello di primo soccorso. E qualcuno, anche se non è richiesto – spiega ancora Luigi Peruzzu –, il corso da steward. E’ importante, devono raccordarsi con vigili del fuoco e operatori sanitari».

Sono cresciuti nel tempo. Da un po’ di anni i più sono anche collegati via radio fra loro. Tempi di reazione immediati.

«Cominciamo con il grosso del lavoro ai cancelli – illustra il dirigente della Dinamo –, che rimangono sempre presidiati, ma poi man mano c’è chi va a dare una mano in un settore o nell’altro, in particolare in quello riservato ai tifosi avversari. Ciascuno sa cosa deve fare. Dopo le riunioni precampionato in settembre, prima di ogni partita facciamo un check in, per organizzarci ancora più puntualmente».

Come una vera squadra, che di volta in volta sa come muoversi. Secondo meccanismi consolidati, come quando a un minuto dalla sirena finale tutti gli accessi al campo vengono presidiati. «Ma Sassari – conclude Luigi Peruzzu –, è un campo tranquillo, e in tutti questi anni non ricordo mai particolari problemi».

M.C.

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