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L’ottimismo di Pinna: «Siamo cresciuti e lo dimostreremo»

L’ottimismo di Pinna: «Siamo cresciuti e lo dimostreremo»

Il giovane terzino dell’Olbia chiama a raccolta i tifosi «A ottobre abbiamo pasticciato, adesso staremo attenti»

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OLBIA. Un giovane veterano pronto per un derby che sa di rivincita. Simone Pinna, terzino destro dell’Olbia, solo 20 anni ma già tre grandi stagioni all’attivo con i bianchi, guarda alla sfida di sabato sera contro l’Arzachena con la forza dei nervi distesi, quella che deriva dalla gioventù abbinata all’esperienza di aver già giocato parecchie gare che contano.

Ci siamo, sabato c’è il derby. Come ci arrivate?

«Abbiamo sensazioni positive. Per noi è una prova di maturità. Speriamo di arrivarci con lo spirito giusto e contiamo di disputare una buona gara. Il derby non è mai una partita come le altre, anche se sembra banale dirlo».

All’andata non andò benissimo. Una sconfitta per 3-0 che suonò come una lezione.

«Certamente perdere così non fa piacere a nessuno. Una lezione? Possiamo anche metterla in questi termini. Posso dire che dovremo stare in guardia, più concentrati e più cattivi. L’esperienza insegna e l’Arzachena è una signora squadra».

Sono passati alcuni mesi, quante volte avete analizzato le ragioni di quella sconfitta?

«Molte. Fu una sconfitta generata da una combinazione di fattori negativi, non ultimo il fatto che loro segnarono praticamente in ogni occasione da gol creata. Quando parlo di maturità, però, intendo sottolineare proprio il percorso fatto nel frattempo da questa squadra. Dovremo dimostrarlo, con una prestazione che inizi dalla consapevolezza nei nostri mezzi. Ci stiamo preparando per questo».

L’Olbia è la squadra più giovane del campionato. L’Arzachena una formazione con molti giocatori esperti. Quanto pesa la differenza d’età in una partita del genere?

«Penso che la gioventù non debba diventare né un vanto né un alibi, siamo pronti per giocare e l’età media molto bassa non può essere una scusa. Quest’anno sappiamo di non poter commettere gli errori dell’anno scorso. Quella salvezza ha rappresentato una ripartenza, siamo più maturi ma, ripeto, sono queste le partite in cui dobbiamo dimostrarlo».

Lei ha già giocato il derby due stagioni fa in serie D. Cosa cambia oggi rispetto ad allora?

«Certamente la qualità dei giocatori, la serie C è tutta un’altra storia. C’è più intensità, più fisicità e i ritmi sono più alti».

Si gioca alle 20,30, si spera possa esserci il tutto esaurito.

«Spero ci sia ancora più gente dell’andata, quando pure al Nespoli tecnicamente giocavamo in trasferta. I nostri tifosi ci seguono anche in lunghe trasferte, vorremmo far loro un bel regalo. Ci terremmo tantissimo».

Giandomenico Mele

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