Salaris (ATLETICO URI): «Non penso alla D, però...»
URI. «Il campionato disputato fino ad oggi è stato molto positivo, siamo partiti con qualche incertezza ma devo dire che siamo rimasti sempre nelle zone alte della classifica con merito per tutto...
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URI. «Il campionato disputato fino ad oggi è stato molto positivo, siamo partiti con qualche incertezza ma devo dire che siamo rimasti sempre nelle zone alte della classifica con merito per tutto questo tempo». Peppone Salaris, mister dell’Atletico Uri delle meraviglie continua il suo percorso fatto di successi e di grandi soddisfazioni ormai a un passo dai playoff.
Mister, a meno tre gare sala fine vi trovate al secondo posto, riuscirete a consolidare questa posizione?
«Sì, cercheremo di mantenere la seconda piazza fino alla fine, ma se così non fosse sarà comunque un risultato eccezionale entrare nella lista dei playoff».
Si aspettava di disputare un campionato così a buon livello oltretutto distinguendovi come squadra che sta esprimendo il miglior calcio dell’Eccellenza?
«Non conoscevo il campionato e sinceramente non sapevo quale ruolo avrebbe potuto recitare la mia squadra. Per il buon gioco il merito è dei ragazzi. Se hai degli scarponi c’è poco da fare, ma se hai dei buoni giocatori il compito dell’allenatore è solo quello di trasmettere e insegnare dei concetti fondamentali che devono essere messi in pratica».
Al primo anno con l’Atletico è riuscito a farsi volere bene da tutti, quale è il segreto?
«Segreti nel calcio non ce ne sono, io cerco di trasmettere cose semplici, ho giocato per 20 anni a calcio e mi sono divertito tanto con responsabilità. Da allenatore chiedo entusiasmo, passione, e cerco di dare me stesso. Dai ragazzi però pretendo molto… è un dare e avere».
Tre dei suoi giovani sono stati chiamati a disputare il Torneo delle Regioni, che importanza ha per lei e la società?
«Pireddu, Galante e Milia sono giovani con potenzialità enormi. Mi auguro che questa vetrina possa dare loro la visibilità che meritano, ma non dimentichiamo anche gli altri giovani Budroni, Dalerci e Tedde junior».
Mister, sembrerà azzardato parlare di serie D, ma un piccolo pensiero ce lo sta facendo?
«Sono sincero non ci penso, perché ora il nostro pensiero è rivolto ai playoff. Un passo alla volta poi vedremo».
Franco Cuccuru
Mister, a meno tre gare sala fine vi trovate al secondo posto, riuscirete a consolidare questa posizione?
«Sì, cercheremo di mantenere la seconda piazza fino alla fine, ma se così non fosse sarà comunque un risultato eccezionale entrare nella lista dei playoff».
Si aspettava di disputare un campionato così a buon livello oltretutto distinguendovi come squadra che sta esprimendo il miglior calcio dell’Eccellenza?
«Non conoscevo il campionato e sinceramente non sapevo quale ruolo avrebbe potuto recitare la mia squadra. Per il buon gioco il merito è dei ragazzi. Se hai degli scarponi c’è poco da fare, ma se hai dei buoni giocatori il compito dell’allenatore è solo quello di trasmettere e insegnare dei concetti fondamentali che devono essere messi in pratica».
Al primo anno con l’Atletico è riuscito a farsi volere bene da tutti, quale è il segreto?
«Segreti nel calcio non ce ne sono, io cerco di trasmettere cose semplici, ho giocato per 20 anni a calcio e mi sono divertito tanto con responsabilità. Da allenatore chiedo entusiasmo, passione, e cerco di dare me stesso. Dai ragazzi però pretendo molto… è un dare e avere».
Tre dei suoi giovani sono stati chiamati a disputare il Torneo delle Regioni, che importanza ha per lei e la società?
«Pireddu, Galante e Milia sono giovani con potenzialità enormi. Mi auguro che questa vetrina possa dare loro la visibilità che meritano, ma non dimentichiamo anche gli altri giovani Budroni, Dalerci e Tedde junior».
Mister, sembrerà azzardato parlare di serie D, ma un piccolo pensiero ce lo sta facendo?
«Sono sincero non ci penso, perché ora il nostro pensiero è rivolto ai playoff. Un passo alla volta poi vedremo».
Franco Cuccuru
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