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Cagliari: adesso tira fuori il carattere

di Roberto Muretto

Dopo la batosta col Torino i rossoblù decisi a riscattarsi col Genoa. Tre le novità: Andreolli, Ionita e Lykogiannis. Han ko

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CAGLIARI. I quattro gol incassati dal Torino sono una ferita aperta. Forse per il Cagliari è una fortuna tornare subito in campo, la squadra ha avuto poco tempo per rimuginare sugli errori commessi alla vigilia di Pasqua, causa di una debacle che ha rimesso in discussione la salvezza. Oggi, a “Marassi” contro il Genoa, i rossoblù sono chiamati a dare segni di vita. A riscattare un ko che pesa come un macigno sul piano del morale e ha fatto infuriare la società. Il ritiro anticipato è stata una decisione del presidente, condivisa dal mister, ma un segnale chiaro che la pazienza è finita. Il match contro l’ex Davide Ballardini è un incrocio pericoloso, guai a finire fuori strada. Si torna sul campo dove il 4 marzo scorso i rossoblù hanno versato tante lacrime dopo la tragica scomparsa di Davide Astori.

Forfait. Han è rimasto a casa per una distorsione alla caviglia durante la rifinitura. Farias per un problema al polpaccio, Caligara per un attacco influenzale. Lopez cambierà qualcosa rispetto alla gara di sabato. In difesa probabile che Andreolli rilevi Romagna, apparso in difficoltà contro i granata. A centrocampo è praticamente certo il rientro di Ionita (Deiola tornerà in panchina) e di Lykogiannis che prenderà il posto occupato nelle ultime due gare da Miangue. In attacco quasi certa la conferma della coppia Sau-Pavoletti, visti gli infortuni del brasiliano e del nordcoreano.

Gli avversari. Le squalifiche di Bertolacci e Taarabt complicano i piani di Ballardini. Il modulo non cambia (3-5-2), sarà Cofie ad avere le chiavi del centrocampo, spalleggiato da Rigoni e Hiljemark. Gli esterni Lazovic o Rosi a destra e Laxalt dalla parte opposta. Pandev e Lapadula le bocche da fuoco di una formazione che dopo il pari interno con la Spal, scenderà in campo con il coltello tra i denti.

Meglio in trasferta. Dei ventinove punti messi fino a questo momento in cassaforte, il Cagliari ne ha conquistati quindici in trasferta. Una buona media a cui fa da contraltare un rendimento interno deficitario. Sono nove le sconfitte subite alla “Sardegna Arena”. Troppe per una squadra che si deve salvare e che solitamente fa diventare il proprio campo una sorta di “fortino”. In realtà nelle intenzioni c’era proprio questo, il campo ha detto cose molto molto diverse.

Tradizione sfavorevole. Il Genoa ha vinto quindici delle ventinove partite giocate in casa col Cagliari. Nove i pareggi e cinque i successi della formazione sarda. I numeri sono chiari e dicono che il match di oggi pomeriggio sarà di quelli complicati. È vero che il Grifone ha difficoltà a finalizzare e soffre se gli spazi si riducono. Ma è altrettanto vero che se prende coraggio e gioca sulle ali dell’entusiasmo, è una squadra che può mettere in difficoltà chiunque. Toccherà al Cagliari evitare che succeda, con una prestazione da squadra compatta, determinata e “cattiva” agonisticamente.

L’arbitro. Chissà come Genoa e Cagliari avranno preso la designazione dell’arbitro Maresca a dirigere la sfida odierna a “Marassi”. Le due squadre in questo campionato non possono dirsi soddisfatte delle direzione del fischietto napoletano. Il Cagliari contro la Juventus è stato penalizzato per un chiarissimo rigore non concesso. In quella occasione Maresca non è andato a vedere le immagini facendo infuriare la dirigenza sarda. Ma anche il Genoa può lamentarsi per la sconfitta a Udine. Il gol che ha deciso la gara è nato da una punizione inesistente. Entrambe sperano che oggi Maresca sia più in forma.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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