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«Mi faccio da parte, il panico non si allena Ma resto come gm»

«Mi faccio da parte, il panico non si allena Ma resto come gm»

L’ex coach: «Un volto nuovo restituirà leggerezza al gruppo E i ragazzi mi accetteranno in jeans invece che con la tuta»

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SASSARI. Un rimpianto: «Non aver trattenuto qualche giocatore dall’anno scorso», e una promessa: continuare con il massimo impegno per la Dinamo, «perché prima che dirigenti e datori di lavoro sono amici, e sono impegnato in questo progetto». Ma stavolta solo da general manager.

Federico Pasquini da ieri è rientrato in sé. Nel senso che ha smesso di sdoppiarsi fra scrivania e parquet. Dopo poco meno di tre anni l’esperimento è finito, con un bilancio che il diretto interessato ritiene positivo. «Il primo anno – ricorda –, abbiamo risalito la china centrando i playoff e siamo usciti giocando alla pari con Reggio, che poi ha fatto la finale. Il secondo anno siamo arrivati fra le prime otto in Champions, che per la Dinamo è comunque record, abbiamo fatto la finale di Coppa Italia arrivando scarichi e da quinti in campionato siamo usciti nei playoff con Trento, che poi ha giocato la finale scudetto. Quest’anno di base non è che sia andata male, siamo al settimo posto in un campionato livellato verso l’alto e nel periodo delle 7 vittorie di fila abbiamo giocato veramente bene, poi...»

Ed è dal poi che è partito Pasquini ieri mattina davanti a microfoni e telecamere, facendolo diventare un “prima”. Ha ricordato i precedenti campionati, calcando sul fatto che ogni volta in partenza si è cambiato tanto. «Qualche volta è andata bene – è il suo esordio – come l’anno del triplete, altre no, come in questo. Abbiamo cambiato dieci dodicesimi e questo ci è costato caro, specialmente in avvio. Brescia ha cambiato poco, ha vinto le prime 9, è volata in alto e adesso che perde non subisce pressioni, mentre noi sì. Abbiamo pagato in campionato e in Champions e anche se abbiamo vinto in Spagna, in Israele e in Turchia abbiamo mancato la Coppa Italia e la Champions. Abbiamo avuto una reazione di nervi, l’anno scorso quando eravamo in crisi siamo riusciti a girarla ma stavolta no, ci sono cascate tutte le sicurezze».

A Brindisi, non solo ma anche. «La nostra difesa l’anno scorso era la seconda della serie A, quest’anno – ha proseguito Pasquini –, siamo un disastro. E la prova di Brindisi mi ha letteralmente devastato. A quel punto uno si deve guardare allo specchio, se si è responsabili bisogna fare qualcosa. Tu lavori 24 ore su 24 sulle rimesse laterali, curi ogni particolare e poi giocatori esperti come i nostri in campo sul +7 a meno di 2’ dalla fine fanno questi errori... no, il panico da finale di partita punto a punto non è allenabile. Sono legato alla Dinamo, al presidente in primis e a tutto l’ambiente e mi sono tolto il tarlo, dando le dimissioni. Faccio un passo indietro, mi metto da parte perché penso che un’altra voce possa restituire leggerezza ai ragazzi. E’ una buona squadra, non recuperi dal -14 a Varese in un palazzetto così caldo, andando sopra di 7, se non hai qualità. I playoff sono possibili. Io ci credo ».

Ci credeva da allenatore, ora ci crede da gm. « Da oggi – ha detto ancora –, ci sarà una nuova guida tecnica, io torno a fare il gm». Per molti, è il fallimento dell’esperimento del doppio ruolo. Per lui, no: «Dipende, in una realtà come Sassari si può fare, il problema è che quando vinci uno scudetto cambia tutto e le aspettative crescono. Doppio ruolo vuol dire doppia pressione, e io in questi due anni e mezzo giuro mi sono riposato totalmente al massimo per dieci giorni in tutto. Ho parlato con il presidente, con Stefano ci diciamo tutto, e abbiamo parlato anche del mio successore».

Nessuna ripercussione sulla squadra, dunque, che resterà a stretto contatto con il suo ex coach. «No, sostiene Pasquini –, nel professionismo sono situazioni abbastanza normali, non penso che sarà un trauma. Con loro ho sempre avuto un rapporto schietto. Mi conoscono, non cambierà niente. Se prima mi vedevano in tuta ora mi vedranno in jeans». Ma Pasquini un domani tornerà ad allenare? «Per ora voglio fare solo il gm – conclude –, e voglio farlo al meglio, sono legato a questo posto, mi sembra di non aver lavorato poi tanto male e mi ha fatto piacere l’apprezzamento di Banchi, che ha detto che in 30 anni di panchina la squadra italiana più forte incontrata è stata la Dinamo dello scudetto. Faccio solo il gm, ora. Sto già pensando a un miglioramento dello scouting...».

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