Zare Markovski è il nuovo coach della Dinamo
Presentato dal presidente Sardara. Per lui è un ritorno nella panchina del Banco dopo la stagione 1993-1994
SASSARI. Zare Markovski è il nuovo allenatore della Dinamo, prende il posto di Federico Pasquini, che è tornato al suo ruolo di general manager. Questa mattina, mercoledì 4 aprile, nella Club House, il presidente della Dinamo Banco di Sardegna Stefano Sardara ha presentato il coach Zare Markovski.
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«Vorrei partire ringraziando Federico per il lavoro che ha fatto – ha aperto il presidente Stefano Sardara – perché ha fatto secondo me un gran lavoro sotto tanti punti di vista. Il primo perché spesso dimentichiamo i momenti e i contesti in cui certe scelte sono state fatte. Federico è arrivato a Sassari come general manager e nel momento in cui governare la squadra era diventato un grosso problema, tant’è vero che Calvani si era dimesso, con una classifica piuttosto complicata, Federico ha preso in mano la squadra, raggiungendo i playoff. Quest’anno purtroppo non è andata bene, la responsabilità è mia perché le scelte le ho fatte io e qualunque colpa deve ricadere esclusivamente su chi ha fatto scelte ma devo dire grazie a Federico, perché anche in questo contesto nel momento in cui si è reso conto che una faccia nuova poteva risolvere un problema che – condivido - non è prettamente di natura tecnica, ha fatto un passo indietro. E questo lo fa solo chi ha a cuore una società. Non aggiungo altro, non è il momento, ora bisogna pensare a portare la nave in porto, dobbiamo raggiungere i playoff e giocarci questa stagione che sono convinto che ancora ci possa riservare delle ottime sorprese, perché io credo ancora nelle potenzialità della squadra: ieri l’ho incontrata, ho detto in maniera chiara quello che penso. Ora è invece il momento di ridare semplicemente il benvenuto a Zare, che la Dinamo ce l’ha tatuata sulla pelle. La telefonata per chiedergli di venire a Sassari è durata forse 30’ secondi, ha subito accettato la sfida con entusiasmo».
Zare Markovski: «Per quello che riguarda il passato e gli affetti, non posso che dire che la Dinamo rappresenta una bella pagina della mia carriera, della mia storia, riconoscendo il reciproco affetto che si è creato dall’inizio, da quando sono venuto qui giovanissimo con la mia famiglia. Abbiamo creato una amicizia e un affetto di oltre 25 anni, è veramente un piacere rivivere tanti ricordi. Ora guardiamo al futuro. Parliamo della squadra, parliamo del momento: certamente quando esce un allenatore è un momento difficile e triste, condivido tutto ciò che ha detto il presidente, riguardo al fatto che da quando Federico è arrivato a Sassari ha lasciato la propria impronta, sotto tanti aspetti. Io adesso penso soltanto al domani, da questo momento il domani dura 5 settimane, bisogna ottenere il meglio di ciò che la squadra può dare e riportare la Dinamo in zona playoff. Non vedo l’ora di andare all’allenamento e iniziare a dare il mio contributo a questa società nella quale sono nato e che fa parte della mia vita. Il lavoro sarà certamente impegnativo, ieri ho seguito la conferenza stampa di Federico che è stata intellettualmente molto onesta. Ha detto che la pallacanestro è molto cambiata negli anni e che oggi i giocatori non sono più quelli di tanti anni fa, penso che questo lo vediamo anche nella quotidianità. A Sassari abbiamo avuto prime scelte del draft e ora non le abbiamo, c’erano giocatori molto più tecnici perché i ritmi permettevano a quelli tecnicamente bravi di esprimere il loro valore. Ora invece, dove tutto corre più in fretta, dove si gioca ogni tre giorni, dove non c’è neanche tempo per allenarsi, siamo molto più nelle mani dei giocatori e nelle loro caratteristiche non soltanto tecniche ma caratteriali. Ho bisogno di lavorare con la squadra, conoscerla e impegnarci duro ogni giorno. Bisogna raccogliere più vittorie possibile, bisogna continuare a lavorare per questo campionato e arrivare ai playoff, questo è l’unico obiettivo che ora conta».
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