Ceppitelli ridà vita al Cagliari
di Roberto Muretto
Il gol del difensore nel finale ribalta la gara. Udinese avanti con Lasagna, pari di Pavoletti
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INVIATO A CAGLIARI. Il gol di Luca Ceppitelli quando mancano una manciata di minuti è la fine di un incubo. Risolve una partita difficile, che si rivela complicata da subito (rete di Lasagna) e mette a dura prova la tenuta nervosa del Cagliari. Poteva essere una mazzata, invece la squadra di Lopez ha saputo reagire, trascinata dalla lucidità di Cigarini (ottimo il rientro del regista) e dalla voglia di un Pavoletti scatenato, che oltre a segnare il gol del pari, ha da solo tenuto spesso in scacco la difesa avversaria. Tre punti fondamentali, necessari per dare ossigeno a una classifica precaria. Il cuore rossoblù ha avuto la meglio sull'Udinese (nona sconfitta consecutiva) che nella ripresa ha assunto un atteggiamento attendista e alla fine ha pagato dazio. Il Cagliari ha saputo aspettare e colpire al momento giusto. Un primo tempo condito da bel gioco, secondo più da battaglia. Ma ciò che conta è aver portato a casa il risultato. Se poi agli esteti del pallone la seconda parte della gara non è piaciuta, pazienza. Quando c'è di mezzo la salvezza bisogna badare al sodo.
Certezze e azzardo. L'allenatore del Cagliari punta sui giocatori più esperti in una partita così delicata. La sorpresa nella formazione iniziale è Miangue sulla corsia di sinistra. Ed è questo l'azzardo del tecnico uruguaiano che preferisce un giocatore di gamba per sfruttare di più la fascia mancina, rinunciando a qualcosa nella fase di non possesso. Il belga Vince il ballottaggio con Lykogiannis. In difesa gioca Pisacane e a centrocampo c'è il ritorno di Cigarini dopo due mesi. I rossoblù ritrovano il regista, l'uomo chiamato a mettere ordine in campo. L'Udinese schiera due punte (Lasagna e Maxi Lopez), segnale chiaro di una squadra che non vuole solo difendersi.
Paura. Il gol di Lasagna dopo 11' è una pugnalata per una squadra, il Cagliari, contratta, che inizia la partita timorosa. Barak salta come birilli quattro rossoblù prima di depositare sui piedi dell'attaccante friulano che fa centro da due passi. Castan non riesce proprio a contenerlo. Avvio peggiore non poteva esserci per chi ha già l'acqua alla gola. Il vantaggio dei bianconeri avrebbe potuto essere una mazzata dalla quale non ti rialzi, invece diventa una scossa per la formazione di Lopez che si toglie di dosso la paura ed ha una grande reazione. Costruisce tre occasioni in una manciata di secondi e alla terza Pavoletti fa centro, ancora di testa, dopo una punizione magistrale di Cigarini respinta dal palo.
Equilibrio. Le due squadre sanno di non poter sbagliare e cercano di limitare i rischi. Il Cagliari fa fatica a trovare varchi nella difesa avversaria e allora ci prova con palloni lunghi per sfruttare l'abilità di Pavoletti. Miangue si fa male, dentro Jonita. Padoin diventa il quinto di sinistra. Cigarini ha il fiatone, commette un fallaccio e viene ammonito (salterà l'Inter). Lopez gli risparmia gli ultimi 20' facendo entrare Cossu, passando al 3-4-1-2-. Anche Oddo sfrutta tutti i cambi a disposizione. Sostituisce le due punte e mette dentro Halfredsson per tenere palla ed evitare di schiacciarsi troppo all'indietro.
Liberazione. Il gol di Ceppitelli (perfetto stacco di testa sull'angolo calciato da Cossu) è come aver vinto al Superenalotto. Risolve una partita sofferta, dura, nel secondo tempo giocata più col cuore che con la tecnica. Consente di mettere in cassaforte tre punti preziosissimi e interrompe la serie negativa di tre ko di fila. Pazienza se anche Barella nel finale prende il giallo e anche lui non ci sarà con l'Inter. Ieri contava solo il risultato ed è arrivato. La salvezza è ancora da conquistare ma il livello di fiducia ora è cresciuto. Non è un aspetto da sottovalutare. Martedì sotto con l’Inter, altra partita durissima.
Certezze e azzardo. L'allenatore del Cagliari punta sui giocatori più esperti in una partita così delicata. La sorpresa nella formazione iniziale è Miangue sulla corsia di sinistra. Ed è questo l'azzardo del tecnico uruguaiano che preferisce un giocatore di gamba per sfruttare di più la fascia mancina, rinunciando a qualcosa nella fase di non possesso. Il belga Vince il ballottaggio con Lykogiannis. In difesa gioca Pisacane e a centrocampo c'è il ritorno di Cigarini dopo due mesi. I rossoblù ritrovano il regista, l'uomo chiamato a mettere ordine in campo. L'Udinese schiera due punte (Lasagna e Maxi Lopez), segnale chiaro di una squadra che non vuole solo difendersi.
Paura. Il gol di Lasagna dopo 11' è una pugnalata per una squadra, il Cagliari, contratta, che inizia la partita timorosa. Barak salta come birilli quattro rossoblù prima di depositare sui piedi dell'attaccante friulano che fa centro da due passi. Castan non riesce proprio a contenerlo. Avvio peggiore non poteva esserci per chi ha già l'acqua alla gola. Il vantaggio dei bianconeri avrebbe potuto essere una mazzata dalla quale non ti rialzi, invece diventa una scossa per la formazione di Lopez che si toglie di dosso la paura ed ha una grande reazione. Costruisce tre occasioni in una manciata di secondi e alla terza Pavoletti fa centro, ancora di testa, dopo una punizione magistrale di Cigarini respinta dal palo.
Equilibrio. Le due squadre sanno di non poter sbagliare e cercano di limitare i rischi. Il Cagliari fa fatica a trovare varchi nella difesa avversaria e allora ci prova con palloni lunghi per sfruttare l'abilità di Pavoletti. Miangue si fa male, dentro Jonita. Padoin diventa il quinto di sinistra. Cigarini ha il fiatone, commette un fallaccio e viene ammonito (salterà l'Inter). Lopez gli risparmia gli ultimi 20' facendo entrare Cossu, passando al 3-4-1-2-. Anche Oddo sfrutta tutti i cambi a disposizione. Sostituisce le due punte e mette dentro Halfredsson per tenere palla ed evitare di schiacciarsi troppo all'indietro.
Liberazione. Il gol di Ceppitelli (perfetto stacco di testa sull'angolo calciato da Cossu) è come aver vinto al Superenalotto. Risolve una partita sofferta, dura, nel secondo tempo giocata più col cuore che con la tecnica. Consente di mettere in cassaforte tre punti preziosissimi e interrompe la serie negativa di tre ko di fila. Pazienza se anche Barella nel finale prende il giallo e anche lui non ci sarà con l'Inter. Ieri contava solo il risultato ed è arrivato. La salvezza è ancora da conquistare ma il livello di fiducia ora è cresciuto. Non è un aspetto da sottovalutare. Martedì sotto con l’Inter, altra partita durissima.
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