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«Occhio Cagliari, stai scherzando col fuoco»

di Roberto Muretto
«Occhio Cagliari, stai scherzando col fuoco»

Lulù Oliveira mette in guardia i rossoblù: «Per salvarsi serve cattiveria agonistica, con Chievo e Verona non l’ho vista»

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CAGLIARI. «Con Chievo e Verona ho visto un Cagliari molle, che non ha praticamente giocato. Atteggiamento incomprensibile contro avversari che come te lottano per la salvezza». Luis Oliveira è un ex legatissimo al Cagliari. Anche lui, come i tifosi, soffre nel vedere la squadra che fa fatica a mettersi al sicuro, costretta a vivere un finale di campionato con un po’ di preoccupazione. «Dopo la vittoria con l’Udinese - spiega Lulù - pensavo che il più fosse fatto. Invece c’è ancora da lottare per mettersi al sicuro».

Eppure a questo punto della stagione la salvezza avrebbe dovuto essere già in cassaforte. «Non lo è -sottolinea il brasiliano naturalizzato belga - perchè il Cagliari gioca male, non ha cattiveria agonistica. In campo devi essere feroce quando giochi per mantenere la categoria. In certe partite mi è sembrato di vedere una squadra che non aveva voglia di vincere. Sono due le cose che non capisco: le critiche a Pavoletti e la posizione in campo di Sau. Il primo è un giocatore fondamentale per i rossoblù, non è casuale se è il bomber della squadra. Marco, invece, sta troppo lontano dalla porta, corre da una parte all’altra, spreca un sacco di energie e perde lucidità».

È’ un momento difficile per la squadra di Lopez. « La sensazione è che i giocatori non siano tranquilli - spiega Oliveira -, hanno paura di sbagliare». Tutti sotto esame e contestati dalla tifoseria. Dal presidente, al tecnico, ai giocatori. «Sono situazioni che si ripetono quando le cose vanno male. Diego è un amico e non ha bisogno dei miei consigli, anche se deve inventarsi qualcosa per migliorare la fase offensiva. La squadra sente la pressione. Spetta ai giocatori più esperti tramettere serenità al gruppo. Ma tutti devono essere consapevoli di una cosa: la serie A è troppo importante per la Sardegna e va difesa con tutte le forze».

Oliveira si sente «un sardo di adozione» e se potesse scenderebbe in campo per aiutare il Cagliari a tirarsi fuori dai guai. «La partita di domenica con la Sampdoria è fondamentale. Quando sei in difficoltà c’è una sola medicina, vincere. In questo caso basterebbe non perdere per essere più vicini al traguardo». Il calendario dei rossoblù è complicato. «Diciamo che è difficile - sottolinea Lulù -, ma a questo punto conta molto lo spirito con il quale vai in campo. Sulla carta il Cagliari ha una qualità inferiore a tutte e quattro le squadre che deve affrontare (Samp, Roma, Fiorentina e Atalanta ndr), ma l’aggressività e il collettivo, molte volte, hanno la meglio sulla tecnica».

L’attaccante conclude con una considerazione: «Ai tifosi dico di aiutare la squadra, fischiare o ciontestare serve a poco. Alla società consiglio di riflettere per il futuro. Secondo me per la prossima stagione le cose da cambiare sono tante».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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