Serie C
Mereu chiede all’Olbia di crederci
Il mister spera ancora nei playoff e nell’orgoglio dei suoi ragazzi
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OLBIA. «Non siamo padroni del nostro destino, ma siamo padroni del nostro orgoglio. Andiamo avanti a testa alta, col coraggio delle idee». Filosofia applicata al calcio, nelle parole di Bernardo Mereu, un allenatore che in Gallura è entrato nel cuore della gente, dopo una carriera trascorsa nei campi di mezza Sardegna. La serie C con l’Olbia se l’è meritata grazie alla serietà e anche in quella che può essere l’ultima conferenza stampa della stagione, sceglie, come al solito, di non essere banale. C’è il Monza (domani al Brianteo, calcio d’inizio alle 16,30) per l’ultima gara del campionato. Serve solo una vittoria, sperando nei risultati favorevoli di altre squadre, per poter accedere ai playoff. La griglia è affollata. Ma Mereu non sembra proprio un allenatore sulla graticola. «La nostra volontà è quella di andare a Monza e fare risultato, per raggiungere un obiettivo nel quale la squadra deve credere – spiega il mister dell’Olbia –. In questa circostanza, purtroppo, non saremo più padroni del nostro destino, ma legati all’esito delle altre partite. Se avremo un pizzico di fortuna, potremmo rivederci per una nuova conferenza stampa».
Diciamo che, realisticamente, le possibilità sembrano essere davvero poche. Un punto nelle ultime quattro partite non rende merito a Ragatzu e compagni, capaci di superare il Livorno poche settimane fa, proprio la squadra che ha conquistato domenica scorsa la promozione diretta in serie B. Per la sfida in terra lombarda potrebbe tornare al centro della difesa Leverbe, in ballottaggio con Pisano e Vasco Oliveira per sostituire capitan Dametto, fuori per squalifica. Col francese è rientrato in gruppo anche Yuri Senesi, la cui assenza nelle ultime gare, causa infortunio, ha penalizzato l’Olbia in un settore offensivo che già pativa da mesi la mancanza di Ogunseye. «Senesi tornerà a disposizione, mentre posso tranquillamente ammettere che in questo mio anno alla guida dell’Olbia, pur essendo tutti i giocatori importanti, l’infortunio di Ogunseye è stato quello che ci ha penalizzato maggiormente – sottolinea il mister dei bianchi -. Roberto, per caratteristiche tecniche, ma anche per voglia di migliorarsi, era diventato un giocatore fondamentale per noi». Dunque, le recriminazioni ci sono. Anche se non bisogna mai appellarsi alla sfortuna. «La mia rabbia deriva dal fatto che penso ci fossero le condizioni per raggiungere i playoff, nasce dal fatto che se non ci riusciremo vorrà dire che non saremo stati capaci di alzare quella famosa asticella. Ci è mancata quella reazione rabbiosa e, dal momento che non cerco alibi, sarò io ad assumermi tutte le responsabilità».
La stagione può essere considerata già positiva, ma la squadra deve dare una risposta di carattere nell’ultima gara di campionato e, anche per questo, si è scelto di riprendere il lavoro sul campo sin da lunedì e martedì, con un doppio allenamento. (gd.m.)
Diciamo che, realisticamente, le possibilità sembrano essere davvero poche. Un punto nelle ultime quattro partite non rende merito a Ragatzu e compagni, capaci di superare il Livorno poche settimane fa, proprio la squadra che ha conquistato domenica scorsa la promozione diretta in serie B. Per la sfida in terra lombarda potrebbe tornare al centro della difesa Leverbe, in ballottaggio con Pisano e Vasco Oliveira per sostituire capitan Dametto, fuori per squalifica. Col francese è rientrato in gruppo anche Yuri Senesi, la cui assenza nelle ultime gare, causa infortunio, ha penalizzato l’Olbia in un settore offensivo che già pativa da mesi la mancanza di Ogunseye. «Senesi tornerà a disposizione, mentre posso tranquillamente ammettere che in questo mio anno alla guida dell’Olbia, pur essendo tutti i giocatori importanti, l’infortunio di Ogunseye è stato quello che ci ha penalizzato maggiormente – sottolinea il mister dei bianchi -. Roberto, per caratteristiche tecniche, ma anche per voglia di migliorarsi, era diventato un giocatore fondamentale per noi». Dunque, le recriminazioni ci sono. Anche se non bisogna mai appellarsi alla sfortuna. «La mia rabbia deriva dal fatto che penso ci fossero le condizioni per raggiungere i playoff, nasce dal fatto che se non ci riusciremo vorrà dire che non saremo stati capaci di alzare quella famosa asticella. Ci è mancata quella reazione rabbiosa e, dal momento che non cerco alibi, sarò io ad assumermi tutte le responsabilità».
La stagione può essere considerata già positiva, ma la squadra deve dare una risposta di carattere nell’ultima gara di campionato e, anche per questo, si è scelto di riprendere il lavoro sul campo sin da lunedì e martedì, con un doppio allenamento. (gd.m.)
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