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«Dobbiamo andare in campo senza paura»

«Dobbiamo andare in campo senza paura»

Diego Lopez ha fiducia nei suoi ragazzi: «La squadra è motivata, sappiamo di giocarci molto»

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CAGLIARI. «Il momento è questo». Quattro parole per inquadrare il Lopez pensiero a 24 ore dal faccia a faccia con la Roma. Aria difficile in casa Cagliari. Tre match per provare a mantenere la categoria, con i giallorossi che incutono una pressione mica male. «Paura? No, non ne dobbiamo avere anche se dopo il primo tempo con la Samp ci siamo preoccupati. Ma in settimana ho visto una grande risposta dei ragazzi. Sono fiducioso». L'allenatore del Cagliari accelera. «Non siamo cambiati da quelli che hanno battuto l'Udinese. Con la Roma servono undici pazzi che danno l'anima e le provano tutte. Nella follia serve coraggio e determinazione. Il mio futuro? Ci sta che quando perdi si sia messi in discussione. Penso solo a lavorare».

Con Pisacane e Miangue che si riaggregano al gruppo ma non sono in perfette condizioni, Lopez tra i 21 convocati per la partita contro la Roma, odeve rinunciare agli squalificati Cigarini e Castan, e agli infortunati Romagna e Ceter, oltre a Joao Pedro, deferito per doping: la sentenza il 14 maggio. Si ripassa dal 4-1 subito a Marassi. «Con la Sampdoria abbiamo fatto un bruttissimo primo tempo: non ce lo aspettavamo e ha condizionato la partita, specie dopo il terzo gol. Sul 2-0 ce la saremmo giocata, così come abbiamo fatto all'andata. Ma con la Roma serve una prestazione opposta. Ci siamo allenati bene, mi aspetto dai ragazzi una reazione molto positiva. Abbiamo lavorato con la testa giusta per pensare di cambiare la nostra situazione».

Parole e realtà. Con una frase che riassume al meglio il Cagliari che è caduto con la Samp: «Avevamo il nemico in casa, noi stessi». Intanto, con la Roma si parte in salita: «Il divario tecnico e di qualità tra noi e loro è netto. Vengono dalla partita contro il Liverpool, possono essere stanchi ma hanno tanti cambi di alto livello. Però, nel calcio non è mai detta l'ultima parola. Il risultato - rilancia l'allenatore uruguagio - dipende molto da come si entra in campo. Ripeto, servirà anche un po' di follia: poi si può anche perdere, ma intanto è giusto sognare di fare l'impresa».

Su tattica e approccio: «Ripeterei la partita dell'andata, meno il risultato finale. Magari con una migliore gestione della palla. All'Olimpico potevamo fare meglio ma ce la siamo giocata. Adesso, dobbiamo cercare di mettere in pratica in partita quel che facciamo negli allenamenti ma con più determinazione. Ripeto, senza paura, se giochi col timore addosso è finita: lasciamo da parte la timidezza. Serve aggressività e fiducia in noi stessi. Ci sarà da lottare se vogliamo portare a casa un risultato positivo».

Mario Frongia

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