Vertici Figc
Accordo fatto per Giancarlo Abete resta fuori (per ora) la Lega A
ROMA. Basta commissariamento, il nostro candidato unico è Giancarlo Abete: lo gridano forte Dilettanti, Lega Pro, Aic e Aia chiedendo di andare al voto allo scadere del termine commissariale, il...
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ROMA. Basta commissariamento, il nostro candidato unico è Giancarlo Abete: lo gridano forte Dilettanti, Lega Pro, Aic e Aia chiedendo di andare al voto allo scadere del termine commissariale, il prossimo 31 luglio. Il nome su cui convergono le quattro componenti unite dalla volontà di chiudere la fase di emergenza è quello dell'ex presidente federale, dimessosi dopo l'eliminazione azzurra alla prima fase del Mondiale 2014. Abete ieri era presente nell'incontro andato in scena in tutta segretezza a Roma seguito a quello di martedì alla sede della Lnd. Già presidente della Federcalcio dal 2007 al 2014, Abete è stato scelto da una rosa di diversi nomi «per la grande competenza, esperienza e la capacità dimostrata in passato di saper aggregare le componenti federali», spiega in una nota la Lnd.
Una scelta politica, che mira a chiudere la parentesi di Roberto Fabbricini commissario e riconsegnare alle componenti le chiavi di via Allegri. Una scelta che sulla carta vede un'ampia maggioranza ma che al momento esclude dalla discussione le due Leghe maggiori (A e B) e l'Assoallenatori. Su questo, non cambia il pensiero di Giovanni Malagò, presidente del Coni che volle la Figc commissariata a gennaio per mancanza di un presidente eletto e oggi anche commissario della Lega di A. Il capo dello sport italiano si era già indispettito di prima mattina quando aveva appreso da Vito Cozzoli della sua possibile candidatura: «Mi ha detto che è una candidatura che deve avere il carattere dell'unitarietà e io gli ho detto che oggettivamente mi sembra in contraddizione visto che la Lega di A non sapeva proprio di cosa stessimo parlando. Penso che il percorso così parta molto male». Pensiero che può essere copiato e incollato anche per Abete, ma a nome di tutti la Lega di Sibilia chiarisce: coinvolgeremo la serie A non appena avrò la governance.
Se andassero tutte unite, le quattro componenti rappresenterebbero da sole il 73% del peso elettorale e anche se non tutte fossero compatte con i loro delegati, il patto di ieri consentirebbe comunque una cospicua maggioranza per governare fino al 2020, data che sancirà il termine del mandato.
Una scelta politica, che mira a chiudere la parentesi di Roberto Fabbricini commissario e riconsegnare alle componenti le chiavi di via Allegri. Una scelta che sulla carta vede un'ampia maggioranza ma che al momento esclude dalla discussione le due Leghe maggiori (A e B) e l'Assoallenatori. Su questo, non cambia il pensiero di Giovanni Malagò, presidente del Coni che volle la Figc commissariata a gennaio per mancanza di un presidente eletto e oggi anche commissario della Lega di A. Il capo dello sport italiano si era già indispettito di prima mattina quando aveva appreso da Vito Cozzoli della sua possibile candidatura: «Mi ha detto che è una candidatura che deve avere il carattere dell'unitarietà e io gli ho detto che oggettivamente mi sembra in contraddizione visto che la Lega di A non sapeva proprio di cosa stessimo parlando. Penso che il percorso così parta molto male». Pensiero che può essere copiato e incollato anche per Abete, ma a nome di tutti la Lega di Sibilia chiarisce: coinvolgeremo la serie A non appena avrò la governance.
Se andassero tutte unite, le quattro componenti rappresenterebbero da sole il 73% del peso elettorale e anche se non tutte fossero compatte con i loro delegati, il patto di ieri consentirebbe comunque una cospicua maggioranza per governare fino al 2020, data che sancirà il termine del mandato.
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