«Nessun rimpianto, hanno dato tutto Però il calendario...»
di Mario Carta
Markovski saluta col sorriso: «Questo team ha un futuro Io? Se la Dinamo chiama, rispondo. Ma decidono loro»
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SASSARI. Nessun rimpianto, alla fine, «perché i miei hanno dato tutto, e per questo li ho ringraziati». Zare Markovski sorride, a fine partita: «Pensavamo solo alla gara con Pesaro, non ai playoff o altro. E i miei hanno onorato l’impegno con grande professionalità – spiega in sala stampa il coach della Dinamo –. E’ andata come è andata e dispiace, ma faccio i miei complimenti a tutti. E’ un bel gruppo, hanno un futuro. Da loro, solo cose belle».
Nessun rimpianto, davvero? «No, davvero – prosegue –, se non forse il calendario e il suo ordine. Nelle ultime cinque gare abbiamo trovato le prime quattro della classifica, e se oggi avessimo giocato contro una delle squadre che ci avevano battuti prima, penso che avremmo vinto e saremmo nei playoff, perché siamo cresciuti. Ma sono discorsi che lasciano il tempo che trovano».
Discorsi che guardano al passato e non al futuro. Un futuro intravisto in campo con Bucarelli, ma il futuro di Markovski dov’è? «Sapete che sono un tifoso della Dinamo – risponde il coach macedone –, e quanto sia riconoscente. La Dinamo mi ha chiamato e sono scattato. Penso di essere l’unico ad essere stato l’allenatore della stessa squadra in due secoli diversi – sorride –, per cui... se la Dinamo ha bisogno non mi tiro certo indietro, come ho già dimostrato in questa esperienza più che proibitiva. Poi, tocca alla società prendere le decisioni». Prima di lui aveva parlato il tecnico di Pesaro, felice per la salvezza raggiunta proprio nella sconfitta: «Complimenti alla Dinamo – ha detto Massimo Galli –, ha giocato una pallacanestro di grande qualità. Arrivederci al prossimo anno».
La chiusura è stata affidata al capitano biancoblù Giacomo Devecchi: «Della partita c’è poco da dire, l’abbiamo sempre tenuta in mano. C’è rammarico per la mancata qualificazione ai playoff, abbiamo pagato una stagione un po’ altalenante e sono molto dispiaciuto ma è il campo quello che parla, le vittorie bisogna guadagnarsele sul campo non sperare negli incastri delle altre squadre e nella differenza canestri. Dobbiamo imparare da queste annate un po’ storte, e ripartire dal progetto che la società ha già iniziato a delineare».
Nessun rimpianto, davvero? «No, davvero – prosegue –, se non forse il calendario e il suo ordine. Nelle ultime cinque gare abbiamo trovato le prime quattro della classifica, e se oggi avessimo giocato contro una delle squadre che ci avevano battuti prima, penso che avremmo vinto e saremmo nei playoff, perché siamo cresciuti. Ma sono discorsi che lasciano il tempo che trovano».
Discorsi che guardano al passato e non al futuro. Un futuro intravisto in campo con Bucarelli, ma il futuro di Markovski dov’è? «Sapete che sono un tifoso della Dinamo – risponde il coach macedone –, e quanto sia riconoscente. La Dinamo mi ha chiamato e sono scattato. Penso di essere l’unico ad essere stato l’allenatore della stessa squadra in due secoli diversi – sorride –, per cui... se la Dinamo ha bisogno non mi tiro certo indietro, come ho già dimostrato in questa esperienza più che proibitiva. Poi, tocca alla società prendere le decisioni». Prima di lui aveva parlato il tecnico di Pesaro, felice per la salvezza raggiunta proprio nella sconfitta: «Complimenti alla Dinamo – ha detto Massimo Galli –, ha giocato una pallacanestro di grande qualità. Arrivederci al prossimo anno».
La chiusura è stata affidata al capitano biancoblù Giacomo Devecchi: «Della partita c’è poco da dire, l’abbiamo sempre tenuta in mano. C’è rammarico per la mancata qualificazione ai playoff, abbiamo pagato una stagione un po’ altalenante e sono molto dispiaciuto ma è il campo quello che parla, le vittorie bisogna guadagnarsele sul campo non sperare negli incastri delle altre squadre e nella differenza canestri. Dobbiamo imparare da queste annate un po’ storte, e ripartire dal progetto che la società ha già iniziato a delineare».
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