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Donnarumma divide: «Il futuro è suo ma quegli errori... »

Donnarumma divide: «Il futuro è suo ma quegli errori... »

Zoff e Tacconi incoraggiano il giovane portiere del Milan «Deve restare sereno, gli incidenti di percorso capitano»

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ROMA. Doveva essere la notte dell'ideale passaggio di consegne, dai guanti di Gigi Buffon a quelli di Gigio Donnarumma, separati all'anagrafe da 21 anni. Invece per il giovane portiere del Milan, classe 1999, la finale di Coppa Italia resterà un'esperienza da incubo. Dei quattro gol (a zero) firmati Juventus, secondo e terzo hanno goduto della sua fattiva “collaborazione”, con altrettanti errori, tanto gravi da oscurare le parate precedenti, tutt'altro che di routine. E allora una domanda è inevitabile: merita o no di essere lui il futuro guardiano della Nazionale e di un club così prestigioso? Oppure l'abito del predestinato gli è stato cucito addosso troppo in fretta ed ora gli va già largo?

Per Dino Zoff, icona del numero 1, campione del mondo 1982 e vincitore di sei scudetti con la Juve, marchiarlo come sopravvalutato sarebbe ingeneroso: «Gigio deve vivere tranquillo: il futuro è suo, ha tutte le qualità per fare bene». «La stoffa c'è - concede Stefano Tacconi, grande bianconero degli anni Ottanta - ma va aiutato. Deve lavorare tanto su certi fondamentali, cominciando da quelle gambe, che tiene sempre aperte. E mi sembra che non riesca a mantenere l'attenzione».

Meno severo Ricky Albertosi, una carriera tra i pali di Fiorentina, Cagliari e Milan tra il '58 e l'80, più 34 presenze in azzurro. È vero, «ha fatto due papere incredibili. Ma se a 19 anni hai giocato più di 100 partite in A qualcosa significa». Però, ammette, la sfida tra “vecchio” e “nuovo” «l'ha vinta Buffon. Il più grande è ancora lui».

«Incidenti di percorso, febbri di crescita. Qualche svarione fa parte del bagaglio di ogni portiere, figuriamoci a 19 anni. Per sua sfortuna in una finale si notano di più» è la premessa di Zoff, che mercoledì ha visto Donnarumma all'opera dal vivo. C'è un consiglio che il Dino nazionale si sente di dare al giovane rossonero: «Cerchi di tenersi fuori dal vortice del calciomercato, di evitare i tira e molla della scorsa estate. Il procuratore e la famiglia devono proteggerlo di più per aiutarlo a progredire. Andare via dal Milan? No, alla sua età cosa può esserci di meglio di un club così per crescere».

Vista da un'altra angolazione, in fondo è la stessa opinione di Enrico Letta, tifoso milanista che ha vissuto la finale di ieri come un “dramma”: «Donnarumma pensi a fare la maturità, non ai soldi di Raiola». A riportare la discussione sul fronte tecnico è Tacconi: l'ex portiere Juve, oltre che sulle lacune tecniche, punta sulla forza mentale: «In certe partite basta un errore per rovinare tutto, non conta quante belle parate hai fatto fino a quel momento. La concentrazione deve essere sempre massima. Nel '90 Zenga giocò un Mondiale perfetto, ma ricordiamo solo l'uscita sbagliata nella semifinale con l'Argentina».

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