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Juve, è leggenda: settimo scudetto di fila

Juve, è leggenda: settimo scudetto di fila

Pareggio all’Olimpico con la Roma: ora anche la matematica conferma lo straordinario primato della squadra di Allegri

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ROMA0

JUVENTUS 0

ROMA (4-3-3): Alisson 6, Florenzi 6, Jesus 6, Fazio 6,5, Kolarov 6, Lo.Pellegrini 6 (27' st Gonalons 6), De Rossi 6 (36' st Strootman sv), Nainggolan 5, Under 6 (36 st Schick, sv), Dzeko 6, El Shaarawy 5,5. All. Di Francesco 6

JUVENTUS (4-2-3-1): Szczesny 6, De Sciglio 6, Barzagli 6,5, Rugani 6,5, Alex Sandro 6, Matuidi 6, Pjanic 6, Bernardeschi 5,5 (22' st Douglas Costa 6), Dybala 6, Mandzukic 5 (36' st Bentancur sv), Higuain 6.
All. Allegri 6,5

ARBITRO: Tagliavento di Terni 6,5

NOTE: recupero 0 e 2'. Angoli 4-2 per la Roma Ammoniti Pjanic, Alex Sandro, Nainggolan. Espulso Nainggolan. Var 0.

Spettatori 53.091 per un incasso di 3.038.538 euro.

ROMA

Non è da tutti festeggiare due volte nel giro di quattro giorni, per di più farlo sul campo di una delle sue grandi rivali ha un sapore ancora più dolce in casa Juventus che sul prato dell'Olimpico si è portata a casa stasera lo scudetto n.34 della sua storia, il settimo di fila. Basta uno scialbo 0-0 che annacqua i gol del Napoli a Marassi per rivedere i bianconeri di nuovo gioire e i giallorossi archiviare un campionato che ha regalato comunque loro di nuovo l'accesso alla Champions, anche se non ancora il terzo posto. Rispettato il copione nella serata dell'Olimpico, tornato anche in campionato a vestire l'abito della festa (53mila spettatori). Ma è l'unica nota lieta di una “mezza” partita e di serata forse già scritta, con i tifosi di casa che amaramente rivivono un film già visto nel 2011 (scudetto al Milan con Allegri in panchina) e 2013, sempre qui ma questa volta a tinte bianconere. La Roma ci ha provato. Di consegnare il campionato ai rivali, per di più davanti al suo pubblico nell'ultima uscita casalinga proprio non ne aveva voglia. Ci ha provato almeno fino al 26' st, quando Nainggolan si è fatto scioccamente buttare fuori per un secondo giallo dopo essere stato ammonito pochi minuti prima.

Lì la partita è finita, e sono iniziati i festeggiamenti della Juve, brava a tenere palla fino alla fine senza correre pericoli (né, per la verità, crearne).

Di Francesco ha preparato la sfida senza fare calcoli, con l'obiettivo di battere la Vecchia Signora costringendola a rimandare le celebrazioni di una settimana. Ambizione delusa da una squadra, la Juventus, che ha dimostrato ancora una volta cosa significhino forza, carattere, caparbietà.

Di Francesco e Allegri giocano una partita a viso aperto, senza assilli di classifica (per la Juve il punticino aritmetico è solo una questione formale) e schierano due squadre votate all'attacco: 4-3-3 i giallorossi che lasciano in panca i claudicanti Manolas e Strootman per Pellegrini e Juan Jesus, con Under che vince il ballottaggio con Schick. Allegri osa ancora di più, presentandosi con un offensivo 4-2-3-1 e Bernardeschi, Mandzukic, Dybala e Higuain tutti insieme davanti alla cerniera Matuidi-Pjanic (fischiatissimo). Quella che va in scena è però più una «amichevole di lusso» che solo nel primo tempo mette in campo sano agonismo (gialli a Pjanic e A.Sandro), la giusta cattiveria e qualche lampo di spettacolo.

La melina bianconera degli ultimi 20' serve solo a far festeggiare i tanti tifosi juventini, insensibili anche ai gol del Napoli a Marassi.

Alla fine la Juventus può stappare altre bottiglie di champagne, quelle rimaste nel freezer mercoledì scorso dopo la vittoria in Coppa.

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