la delusione
«Non avevo forze ma credetemi, questo non è il vero Fabio Aru»
MONTE ZONCOLAN. «Sono davvero tanto deluso, non ho spiegazioni per quello che è successo. Posso solo dire che non avevo forze, né le gambe per stare con i migliori». Fabio Aru sul traguardo dello...
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MONTE ZONCOLAN. «Sono davvero tanto deluso, non ho spiegazioni per quello che è successo. Posso solo dire che non avevo forze, né le gambe per stare con i migliori». Fabio Aru sul traguardo dello Zoncolan è la rappresentazione dello sconforto. Il sardo ha pagato con un ritardo assai pesante uno stato di forma tutt'altro che esaltante.
Sin dalla partenza, dove è stato come sempre molto disponibile nel concedersi per autografi e foto, il Cavaliere dei Quattro Mori è apparso sicuro di sè. In tanti davano per certo che oggi avrebbe attaccato come sa fare lui, in salita.
Per tutto il percorso Aru è stato circondato dall’affetto dei tifosi, anche dei tanti arrivati dalla Sardegna per sventolare la bandiera dei Quattro Mori. Invece non appena il Team Sky ha alzato il ritmo lui è stato tra i primi a staccarsi. Ha dato tutto a tutta grinta per cercare di rientrare ma inutilmente, e più passavano i metri più crescevano i secondi di svantaggio. Il Guro d’Italia per lui è andato, troppo grande il ritardo accumulato. « A questo punto – spiega il campione d’Italia –, dovremo valutare insieme ai tecnici e alla squadra, ma una cosa è certa: questo non è il vero Fabio Aru. Nel finale mi ritrovo senza forze e dunque non riesco a lottare con i migliori». «Di solito non mi sento così e lo dimostra quello che ho fatto negli anni scorsi - le sue parole conclusive-. Il mio Giro? Non lo so, davvero non lo so».
Sin dalla partenza, dove è stato come sempre molto disponibile nel concedersi per autografi e foto, il Cavaliere dei Quattro Mori è apparso sicuro di sè. In tanti davano per certo che oggi avrebbe attaccato come sa fare lui, in salita.
Per tutto il percorso Aru è stato circondato dall’affetto dei tifosi, anche dei tanti arrivati dalla Sardegna per sventolare la bandiera dei Quattro Mori. Invece non appena il Team Sky ha alzato il ritmo lui è stato tra i primi a staccarsi. Ha dato tutto a tutta grinta per cercare di rientrare ma inutilmente, e più passavano i metri più crescevano i secondi di svantaggio. Il Guro d’Italia per lui è andato, troppo grande il ritardo accumulato. « A questo punto – spiega il campione d’Italia –, dovremo valutare insieme ai tecnici e alla squadra, ma una cosa è certa: questo non è il vero Fabio Aru. Nel finale mi ritrovo senza forze e dunque non riesco a lottare con i migliori». «Di solito non mi sento così e lo dimostra quello che ho fatto negli anni scorsi - le sue parole conclusive-. Il mio Giro? Non lo so, davvero non lo so».
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