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Nuorese all’inferno, si salva il Lanusei

Nuorese all’inferno, si salva il Lanusei

La grande amarezza dei verdazzurri per la retrocessione contrapposta alla gioia dei locali che hanno vinto lo spareggio

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LANUSEI: La Gorga, Kovadio, Mithra, Pisanu, Bonu, Caccioti, Fatta (Cavallaro), Demontis (Floris), Camilli (Papini), Ladu, Oggiano. All. Archimede Graziani.

NUORESE: Carboni, Tupponi (Tobaldo), Lazazzera (Bilea), Goh, Guarino, Strumbo (Gallo), Cadau, Rosano, Cissè (Compagno), Mira, Palma (Verachi). All.: Fabio Fraschetti.

ARBITRO: Adalberto Fiero di Pistoia.

RETI: 15' Bonu, 93’ Floris.

NOTE: pomeriggio caldo, spettatori 1100. Ammoniti: per il Lanusei Demontis, Camilli e Mithra. Per la Nuorese, Guarino e Bilea.

LANUSEI

Il Lanusei sale all’ultimo momento sul treno della salvezza, mentre la Nuorese retrocede in Eccellenza regionale. Questo il responso del playout vinto ieri dagli ogliastrini per 2 a 0. Gara giocata con una certa intensità da entrambe le formazioni, anche se la posta in palio non ha consentito di vedere il meglio che il calcio possa offrire anche in un campionato di quarta serie. La svolta del match al quarto d’ora del primo tempo con Bonu, abile a schiacciare di testa alle spalle di Carboni un pallone servitogli dall’ex Pisanu. Il raddoppio nei minuti di recupero della gara, con Mattia Floris, su calcio di rigore concesso per l’atterramento in area dello stesso attaccante. Un penalty a favore l’ha avuto anche la Nuorese, per un placcaggio di Caccioti su Compagno, nella prima parte della ripresa. Ma dal dischetto Verachi si è fatto respingere la botta a mezza altezza da La Gorga. Dopo quell’episodio per i verdazzurri di Fraschetti tutto è diventato più difficile, mentre i padroni di casa si avvicinavano in maniera sensibile al traguardo, suggellato dal neo-entrato Floris. Dopodiché è iniziata la festa per il popolo lanuseino, che ieri ha confermato il legame stretto con la squadra. Il silenzio dell’amarezza tra i tifosi della Nuorese, presenti in gran numero sugli spalti del “Lixius”, e rappresentati anche dal sindaco Andrea Soddu, seduto col collega di Lanusei, Davide Burchi. Stati d’animo contrastanti ma vissuti con sportività. Ognuno forte di avere fatto il massimo per centrare l’obiettivo. Soprattutto prima della gara di ieri, considerato che entrambe le formazioni sono state protagoniste di un girone di ritorno di valore. Ieri la Nuorese ha pagato invece prima di tutto l’ansia della prestazione e della vittoria obbligatoria, al contrario dei rossoverdi di Graziani ai quali poteva bastare anche il pari, per via di quei 2 punti in più conquistati in campionato. Il campo stretto ha complicato ancora le cose. Ne ha patito la trama e quella fluidità di manovra, che spesso è la chiave di volta per vincere le gare. Gioco che è riuscito al Lanusei, arrivato spesso davanti al portiere ospite Carboni, dopo costruzioni ragionate e immuni da assilli.

Gli esempi sono l’azione che procura il vantaggio, così come un paio di incursioni di Ladu e Demontis, concluse con altrettante stangate, che chiamano in causa Carboni. Il punto dove la Nuorese è più brava è il numero delle occasioni. La prima dopo appena 3’ dal fischio d’inizio di testa con Palma, che poco dopo uscirà per infortunip. La Gorga mostra subito gli attributi, e devia. Si ripete nelle due occasioni sul finire del tempo, sul colpo di testa di Guarino e un destro di Bilea. Nella ripresa, al 53’, un aiutino agli ogliastrini glielo dà il palo, che si oppone alla conclusione del centravanti di colore Cissè. Mentre ci pensa ancora La Gorga a dire “no” ai verdazzurri sui tiri di Gallo, all’86’, e Mira, due minuti più tardi, quando in pratica la Nuorese si accommiata dalla serie D.

Francesco Pirisi

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