Il Lutto
Attaccante colombiano ucciso a Cali
Alejandro Penaranda freddato da un killer per motivi passionali
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ROMA. Ventiquattro anni dopo la tragica fine del capitano della nazionale, Andres Escobar, il calcio colombiano è ancora in lutto. Che sia per colpa di un autogol o di un movente passionale, poco conta. Restano il dolore e lo sgomento. Come quello che accompagna la tragica fine di Alejandro Penaranda, 24 anni, ala del Cortulua, una squadra che milita nella Primera B colombiana e omonimo dell'ex giocatore dell'Udinese, freddato da un killer mentre si trovava in casa di un altro calciatore, Christian Martinez Borja, in un barrio di Cali: un uomo è entrato, ha chiesto a Penaranda di una donna e poi ha sparato a lui e al suo compagno di squadra Izguierdo, rimasto ferito e ora in prognosi riservata. Le ferite da arma da fuoco sono invece state letali per Penaranda, trasportato in ospedale in condizioni disperate e deceduto subito dopo. Le prime ricostruzioni della polizia locale parlano di una persona, poi fuggita, che avrebbe sparato all'impazzata dal cancello, e lasciano pensare a un motivo passionale come movente del delitto.
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