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IL DNA SARDO CORRE VELOCE MA FUGGE VIA

di MARIO CARTA

Terra senza tempo, mondo di centenari dal pacato Dna e insieme di millennials dal Dna che sprinta, e corre. Con Filippo Tortu, di stirpe tempiese, classe 1998. E con i più giovani Wanderson Polanco,...

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Terra senza tempo, mondo di centenari dal pacato Dna e insieme di millennials dal Dna che sprinta, e corre. Con Filippo Tortu, di stirpe tempiese, classe 1998. E con i più giovani Wanderson Polanco, di sangue cagliaritano. Dalia Kaddari, di anima quartese. E soprattutto con Lorenzo Patta, che i suoi cromosomi li ha intrecciati a Oristano. Ieri si è preso la ribalta dell’atletica nazionale, pochi giorni dopo l’impresa di Filippo Tortu al Golden Gala. Lo ha fatto su un palcoscenico minore ma non di minore importanza, quello dei tricolori junior di atletica ad Agropoli e lo ha fatto alla grande, dominando i 100 e i 200. Nuovo record sardo di categoria, il pass per i mondiali in Finlandia e una promessa nell’aria, da mantenere insieme al suo bravo allenatore, Francesco Garau.

Lorenzo ha cominciato a fare sport con il calcio, poi ha scoperto la pista con gli Studenteschi e si è divertito. Ora è lui a divertire noi, a entusiasmarci. Ora è lui a dover passare leggero su una terra difficile anche in una disciplina smarrita come l’atletica, in un’isola che di gloria ne regala poca. Perché Filippo Tortu la sua isola la porta nel cuore e nel Dna ma è nato e si allena a Milano. Perché Wanderson Polanco è già della Riccardi Milano. Perché per i talenti come Dalia Kaddari oggi e come ieri Aurora Salvagno cantano le sirene delle società continentali. Per Patta la premessa c’è, a suon di ottimi tempi. Ora, la promessa da mantenere. Far correre veloce la Sardegna.

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