Una palestra chiamata Sardegna
di Mario Carta
Da fine maggio a oggi già 10 manifestazioni internazionali e migliaia di presenze: un’opportunità da sfruttare al meglio
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SASSARI. Da Nord a Sud, da Est a Ovest. È coinvolta tutta la Sardegna. La stagione sportiva che rifugge da stadi e palazzetti l’anno scorso si era chiusa a cavallo tra ottobre e novembre con i riuscitissimi campionati italiani di surf da onda, nel vento del Sinis a Capo Mannu, e nel 2018 è stata riaperta da una lunga serie di fuochi d’artificio internazionali, il primo sparato tra il 14 e il 15 aprile sulla spiaggia olbiese di Pittulongu con il Shardana Challenge, evento mondiale Ocr.
Ferme la Dinamo e con il Cagliari tutto il calcio, lo sport nell’isola allarga il campo e si prende in particolare le coste, che diventano palestra. Il mare, soprattutto, ma anche le spiagge e i dintorni con qualche puntatina sempre meno sporadica nell’interno. E’ turismo, è sport, sono insieme e insieme diventano un’occasione. Una ricca occasione, per crescere.
Fra l’ultima settimana di maggio e la prima di giugno, quando ancora i turisti non fanno la fila all’imbarco dei traghetti e negli alberghi si può azzardare la richiesta di uno sconto, la Sardegna ha ospitato qualcosa come dieci manifestazioni internazionali, per un totale di oltre venti giorni di gare. Un esercito di atleti, dirigenti, tecnici e tifosi negli alberghi in un periodo di bassa stagione. Titoli, foto e filmati sui giornali e in televisione che diventano spot per il mare cristallino e la località che ospita la kermesse di turno. In città e fuori. Ha cominciato il 23° Torneo internazionale Città di Sassari di lotta, che dal 25 maggio ha occupato il PalaSerradimigni per due giorni e poi è andato a farsi cartolina sulla sabbia bianca e finissima della Pelosa, a Stintino, con il beach wrestling. Ben 26 le nazionali in gara, come un piccolo paese arrivato compatto in trasferta qui da noi.
Poi è andata avanti così, di sport in sport, prendendo per mano un’estate ancora bambina per accompagnarla fino a quando basterà a se stessa, in luglio e in agosto. Con la lotta, la vela, il triathlon. E anche con il calcio più vero, quello dei bambini. L’esplosione con la Gallura in primissimo piano. Al trofeo Manlio Selis c’erano 48 squadre. C’era il Real Madrid (che ha vinto) il Chelsea, il Psg, la Lazio. Anche qualche squadra sarda per dare amicizia e divertimento. Poi la tappa della Coppa del mondo di triathlon a Cagliari (100 atleti, 34 Paesi rappresentati), il Giro delle Miniere di ciclismo che ha coinvolto per tre giorni Sulcis e dintorni con circa 2300 amatori da tutta l’Europa, il Gran Prix del Mediterraneo di Aquabike a Olbia (141 piloti e 32 nazioni), la giornata di galoppo a Chilivani dedicata agli Internazionali con le tribune come sempre esaurite, l’Audi Sailing Champions League dello Yacht Club Costa Smeralda con 22 equipaggi da 22 differenti nazioni, la 30ª edizione del trofeo Magrini di pesca surf casting alla Marina di Sorso (100 pescatori da 10 nazioni), adesso l’Europeo di arco paralimpicoa Olbia con 25 nazioni, 13 in più rispetto allo scorso anno, la Sardinia Freestyle Cup di windsurf (tappa dei campionati europei) chiusa ieri a Coluccia con la vittoria del belga Steven Van Broeckhoven, e da domani il Rally mondiale ad Alghero, che si spiega da solo. Il mondo è in Sardegna con lo sport e fa niente se il sole quest’anno non è ancora stato il solito. E’ andato tutto bene e andrà sempre meglio perché c’è un’isola che non è solo stadio e parquet, ma territorio sportivo ancora da scoprire, e soprattutto da valorizzare.
Ferme la Dinamo e con il Cagliari tutto il calcio, lo sport nell’isola allarga il campo e si prende in particolare le coste, che diventano palestra. Il mare, soprattutto, ma anche le spiagge e i dintorni con qualche puntatina sempre meno sporadica nell’interno. E’ turismo, è sport, sono insieme e insieme diventano un’occasione. Una ricca occasione, per crescere.
Fra l’ultima settimana di maggio e la prima di giugno, quando ancora i turisti non fanno la fila all’imbarco dei traghetti e negli alberghi si può azzardare la richiesta di uno sconto, la Sardegna ha ospitato qualcosa come dieci manifestazioni internazionali, per un totale di oltre venti giorni di gare. Un esercito di atleti, dirigenti, tecnici e tifosi negli alberghi in un periodo di bassa stagione. Titoli, foto e filmati sui giornali e in televisione che diventano spot per il mare cristallino e la località che ospita la kermesse di turno. In città e fuori. Ha cominciato il 23° Torneo internazionale Città di Sassari di lotta, che dal 25 maggio ha occupato il PalaSerradimigni per due giorni e poi è andato a farsi cartolina sulla sabbia bianca e finissima della Pelosa, a Stintino, con il beach wrestling. Ben 26 le nazionali in gara, come un piccolo paese arrivato compatto in trasferta qui da noi.
Poi è andata avanti così, di sport in sport, prendendo per mano un’estate ancora bambina per accompagnarla fino a quando basterà a se stessa, in luglio e in agosto. Con la lotta, la vela, il triathlon. E anche con il calcio più vero, quello dei bambini. L’esplosione con la Gallura in primissimo piano. Al trofeo Manlio Selis c’erano 48 squadre. C’era il Real Madrid (che ha vinto) il Chelsea, il Psg, la Lazio. Anche qualche squadra sarda per dare amicizia e divertimento. Poi la tappa della Coppa del mondo di triathlon a Cagliari (100 atleti, 34 Paesi rappresentati), il Giro delle Miniere di ciclismo che ha coinvolto per tre giorni Sulcis e dintorni con circa 2300 amatori da tutta l’Europa, il Gran Prix del Mediterraneo di Aquabike a Olbia (141 piloti e 32 nazioni), la giornata di galoppo a Chilivani dedicata agli Internazionali con le tribune come sempre esaurite, l’Audi Sailing Champions League dello Yacht Club Costa Smeralda con 22 equipaggi da 22 differenti nazioni, la 30ª edizione del trofeo Magrini di pesca surf casting alla Marina di Sorso (100 pescatori da 10 nazioni), adesso l’Europeo di arco paralimpicoa Olbia con 25 nazioni, 13 in più rispetto allo scorso anno, la Sardinia Freestyle Cup di windsurf (tappa dei campionati europei) chiusa ieri a Coluccia con la vittoria del belga Steven Van Broeckhoven, e da domani il Rally mondiale ad Alghero, che si spiega da solo. Il mondo è in Sardegna con lo sport e fa niente se il sole quest’anno non è ancora stato il solito. E’ andato tutto bene e andrà sempre meglio perché c’è un’isola che non è solo stadio e parquet, ma territorio sportivo ancora da scoprire, e soprattutto da valorizzare.
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