«Scommetto sul Cek, arriverà in finale»
di Raimondo Angioni
La stella del Roland Garros è allenato da Vagnozzi, due volte vincitore a Sassari: «Che bei ricordi e che bei giorni questi»
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SASSARI. «Non ho dormito granché ma oggi riposo assoluto e poi penso alla semifinale. Ho ricevuto tantissimi messaggi però ho potuto rispondere solo ai familiari. Quando finisce Parigi promesso rispondo a tutti». Marco Cecchinato ancora non riesce a credere all'impresa: la semifinale del Roland Garros. «È partito tutto da Budapest - racconta il tennista - il primo Atp vinto. Da piccolo sognavo di diventare un giocatore professionista ma non ero fortissimo. E ora ringrazio le poche persone che hanno creduto in me. Tutti i sacrifici sono ricompensati e questo è un sogno che si realizza». Fila di fans sotto l'albergo? «Sono fidanzato – sorride – a Gaia ho detto stai tranquilla è tutto come prima».
Il sogno diventa realtà, anche se il bello deve ancor arrivare. La carta d’identità di Marco Cecchinato, “Cek” per gli amici, dice che il tennista palermitano ha compiuto 25 anni e che la sua vita da globetrotter della racchetta ha avuto una fantastica impennata solo in questi giorni a Parigi. Dopo un tabellone anonimo con le vittorie sul rumeno Copil e l’argentino Trungelliti, ecco il decollo e i successi contro alcune della più grandi firme della terra rossa: lo spagnolo Carreno Busta, il belga Goffin (ottava testa di serie) e soprattutto l’ex numero uno al mondo Djokovic. Il palermitano lo ha mandato al tappeto dopo una battaglia di 3 ore e 26 minuti ed è entrato nel gotha del tennis 40 anni dopo Corrado Barazzutti.
Adesso l’asticella si alza e il Cek lancia la sfida che vale la finale all’austriaco Dominik Thiem. «Io dico che ce la può fare» si sbilancia Simone Vagnozzi, coach del tennista azzurro e suo primo tifoso insieme al preparatore atletico Umberto Ferrara e al manager Luigi Sangermano. Vagnozzi, che si è allenato per tanti anni a Caldaro (Bolzano) nella palestra del maestro Sartori a fianco di Seppi e della Knapp, alla fine del 2007 si è conquistato un fetta di notorietà vincendo due Futures nel giro di pochi a giorni a Sassari. Il primo al Davis e il secondo alla Torres: «Ricordo benissimo quell’anno, con due vittorie di fila in Sardegna, una regione-gioiello con un mare splendido cui sono molto legato». «Al Davis – racconta il coach – ricordo la gentilezza del presidente Mario Pinna e del direttore del torneo Lucio Nali e alla Torres la signorilità dimostratami dal presidente Antonello Coni e dal direttore del torneo Giancarlo Di Meo. E adesso, sono a Parigi: un pronostico sulla sfida tra Cecchinato e Thiem? Sarebbe stato molto più facile farlo prima di Parigi. Ma adesso “Cek”, dopo avere eliminato Goffin e Djokovic può ripetersi contro Thiem. Deve giocare concentrato al massimo e sono sicuro che farà bene. Del resto Thiem lo ha già battuto nel 2013 in un Futures».
Le armi per battere l’austriaco? «Cecchinato è un giocatore completo. Serve bene e sa fare delle ottime smorzate. Ma fa anche tanti punti con il diritto. E’ chiaro che si troverà davanti un avversario di grande valore, l’unico ad avere battuto sulla terra Nadal. Però a questo punto sono ottimista». «Marco – continua il coach marchigiano – è un giocatore in continua ascesa e queste vittorie importanti hanno avuto il potere di dargli maggiore fiducia. Mi aspetto un’altra prestazione super, al di là del risultato finale. L’austriaco è ancora favorito anche se “Cek” potrebbe fare valere la sua maggiore fantasia».
In attesa del match di questo pomeriggio un’ultima curiosità. Quanto vale questa bella avventura in Francia? «Sinora si è messo in tasca 570.000 euro. Un bel gruzzolo, e speriamo che aumenti. Per lo staff, invece, i conti li faremo a fine anno, ma sono certo che il 2021 sarà un anno da incorniciare».
Il sogno diventa realtà, anche se il bello deve ancor arrivare. La carta d’identità di Marco Cecchinato, “Cek” per gli amici, dice che il tennista palermitano ha compiuto 25 anni e che la sua vita da globetrotter della racchetta ha avuto una fantastica impennata solo in questi giorni a Parigi. Dopo un tabellone anonimo con le vittorie sul rumeno Copil e l’argentino Trungelliti, ecco il decollo e i successi contro alcune della più grandi firme della terra rossa: lo spagnolo Carreno Busta, il belga Goffin (ottava testa di serie) e soprattutto l’ex numero uno al mondo Djokovic. Il palermitano lo ha mandato al tappeto dopo una battaglia di 3 ore e 26 minuti ed è entrato nel gotha del tennis 40 anni dopo Corrado Barazzutti.
Adesso l’asticella si alza e il Cek lancia la sfida che vale la finale all’austriaco Dominik Thiem. «Io dico che ce la può fare» si sbilancia Simone Vagnozzi, coach del tennista azzurro e suo primo tifoso insieme al preparatore atletico Umberto Ferrara e al manager Luigi Sangermano. Vagnozzi, che si è allenato per tanti anni a Caldaro (Bolzano) nella palestra del maestro Sartori a fianco di Seppi e della Knapp, alla fine del 2007 si è conquistato un fetta di notorietà vincendo due Futures nel giro di pochi a giorni a Sassari. Il primo al Davis e il secondo alla Torres: «Ricordo benissimo quell’anno, con due vittorie di fila in Sardegna, una regione-gioiello con un mare splendido cui sono molto legato». «Al Davis – racconta il coach – ricordo la gentilezza del presidente Mario Pinna e del direttore del torneo Lucio Nali e alla Torres la signorilità dimostratami dal presidente Antonello Coni e dal direttore del torneo Giancarlo Di Meo. E adesso, sono a Parigi: un pronostico sulla sfida tra Cecchinato e Thiem? Sarebbe stato molto più facile farlo prima di Parigi. Ma adesso “Cek”, dopo avere eliminato Goffin e Djokovic può ripetersi contro Thiem. Deve giocare concentrato al massimo e sono sicuro che farà bene. Del resto Thiem lo ha già battuto nel 2013 in un Futures».
Le armi per battere l’austriaco? «Cecchinato è un giocatore completo. Serve bene e sa fare delle ottime smorzate. Ma fa anche tanti punti con il diritto. E’ chiaro che si troverà davanti un avversario di grande valore, l’unico ad avere battuto sulla terra Nadal. Però a questo punto sono ottimista». «Marco – continua il coach marchigiano – è un giocatore in continua ascesa e queste vittorie importanti hanno avuto il potere di dargli maggiore fiducia. Mi aspetto un’altra prestazione super, al di là del risultato finale. L’austriaco è ancora favorito anche se “Cek” potrebbe fare valere la sua maggiore fantasia».
In attesa del match di questo pomeriggio un’ultima curiosità. Quanto vale questa bella avventura in Francia? «Sinora si è messo in tasca 570.000 euro. Un bel gruzzolo, e speriamo che aumenti. Per lo staff, invece, i conti li faremo a fine anno, ma sono certo che il 2021 sarà un anno da incorniciare».
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