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Calangianus, il nuovo “Signora Chiara”

Via ai lavori, è uno stimolo ma la crisi societaria pare senza fine

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CALANGIANUS. Gli appassionati di calcio, i pochi rimasti, sono rimasti impassibili a fine aprile davanti alla retrocessione in Promozione del Calangianus. Tutti, sorprendentemente, in silenzio vuoi perché è stata una retrocessione annunziata, vuoi perché è difficile individuare un responsabile del declino.

Un segnale anche su facebook: dopo qualche commento nei primi mesi, nessuno si è più azzardato a scrivere, iniziata la china discendente. Tutti scomparsi man mano che la stagione procedeva e cresceva la coscienza che con una rosa inadeguata e ridotta, con una struttura societaria debole, la sorte era più che segnata.

Persino gli sportivi più partecipi, al contrario di altri sempre presenti al Signora Chiara, che fra borbottii e critiche alla fine riuscivano ad intervenire questa volta non si sono mossi. Qualcosa si è, evidentemente, inceppato. Non si sono trovati fondi per qualehe rinforzo dopo la fuga di novembre per garantirsi i gol per conquistare la salvezza. Vanificati così anche i sacrifici finanziari di decenni, affrontati per tenere alto il nome del Calangianus.

Una fine amara certificata da sempre più pochi tifosi sugli spalti. Così si è aperta una crisi diversa dalle altre crisi del passato. Si dovrà ripatire con umiltà. C’è però una novità: giorni fa è stato riaperto lo stadio. Sono entrati i mezzi della ditta che provvederà a riemettere a nuovo il Signora Chiara, in primis il manto sintetico, poi il restyling dell'intera struttura. 600 000 euro di investimento. Il nuovo stadio sarà motivo per rilanciare il calcio giallorosso?

Pietro Zannoni

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