la cerimonia di apertura
Putin e Williams le star al “Luzhniki”
Lo zar del Cremlino e il cantante britannico protagonisti dello show
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MOSCA
La Coppa del mondo è finalmente iniziata ed è iniziata alla grande per la Russia, che nel “Bolshoi” del calcio russo, il leggendario stadio Luzhniki di Mosca, ha stracciato l'Arabia Saudita. Vladimir Putin - accolto con una vera e propria ovazione dagli 80mila sugli spalti - naturalmente gongola. E anzi, a fine partita è sembrato persino imbarazzato nei confronti del principe ereditario saudita Mohammad bin Salman Al Saud, suo ospite di riguardo nel palco presidenziale insieme a Gianni Infantino. Ma è il calcio, bellezza - a volte le dai, a volte le prendi. Ed è proprio sulla forza «unificante» del football, capace di andare oltre le «differenze linguistiche, ideologiche e religiose», che ha puntato Putin nel suo discorso iniziale dando a tutti il suo «benvenuto in Russia».
«Il nostro obiettivo - ha aggiunto - è preservare questa forza, la sua unità, per le generazioni future, in nome dello sport e per rafforzare la pace e la comprensione fra i popoli». Un messaggio ecumenico che ben si concilia con lo storico cavallo di battaglia dello zar, la politica intesa come portatrice di stabilità. Quasi 20 anni nel suo caso. Ma non c'è dubbio che oggi, per un giorno, nella straripante vittoria della nazionale, riverbera vincente la scelta di portare i Mondiali in Russia, per la prima volta nella Storia, e del Paese farne vetrina.
Lo stadio Luzhniki, dall'esterno, pare il Colosseo, con quelle colonne e quei mattoncini color terra di Siena - più che un impianto sportivo pare la megavilla toscana di un oligarca. E intendiamoci, è bellissimo. All'esterno migliaia di tifosi sfilano accanto alla statua gigante di Lenin, vestigia di un tempo che mai come oggi, in questa Mosca invasa di turisti, sa di archeologico.
È iniziata alle 17:30 ora di Mosca la cerimonia musicale con Robbie Williams. Il Luzhniki stadium ha dato il benvenuto al cantante britannico con un giro di applausi. Poi è iniziato il duetto con la soprano Aida Garifullina. Una cerimonia snella, godibile. Apprezzata allo stadio e davanti alla televisione.
La Coppa del mondo è finalmente iniziata ed è iniziata alla grande per la Russia, che nel “Bolshoi” del calcio russo, il leggendario stadio Luzhniki di Mosca, ha stracciato l'Arabia Saudita. Vladimir Putin - accolto con una vera e propria ovazione dagli 80mila sugli spalti - naturalmente gongola. E anzi, a fine partita è sembrato persino imbarazzato nei confronti del principe ereditario saudita Mohammad bin Salman Al Saud, suo ospite di riguardo nel palco presidenziale insieme a Gianni Infantino. Ma è il calcio, bellezza - a volte le dai, a volte le prendi. Ed è proprio sulla forza «unificante» del football, capace di andare oltre le «differenze linguistiche, ideologiche e religiose», che ha puntato Putin nel suo discorso iniziale dando a tutti il suo «benvenuto in Russia».
«Il nostro obiettivo - ha aggiunto - è preservare questa forza, la sua unità, per le generazioni future, in nome dello sport e per rafforzare la pace e la comprensione fra i popoli». Un messaggio ecumenico che ben si concilia con lo storico cavallo di battaglia dello zar, la politica intesa come portatrice di stabilità. Quasi 20 anni nel suo caso. Ma non c'è dubbio che oggi, per un giorno, nella straripante vittoria della nazionale, riverbera vincente la scelta di portare i Mondiali in Russia, per la prima volta nella Storia, e del Paese farne vetrina.
Lo stadio Luzhniki, dall'esterno, pare il Colosseo, con quelle colonne e quei mattoncini color terra di Siena - più che un impianto sportivo pare la megavilla toscana di un oligarca. E intendiamoci, è bellissimo. All'esterno migliaia di tifosi sfilano accanto alla statua gigante di Lenin, vestigia di un tempo che mai come oggi, in questa Mosca invasa di turisti, sa di archeologico.
È iniziata alle 17:30 ora di Mosca la cerimonia musicale con Robbie Williams. Il Luzhniki stadium ha dato il benvenuto al cantante britannico con un giro di applausi. Poi è iniziato il duetto con la soprano Aida Garifullina. Una cerimonia snella, godibile. Apprezzata allo stadio e davanti alla televisione.
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