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Il dottor Filippi per un’Olbia in salute

Il dottor Filippi per un’Olbia in salute

Serie C, presentato il nuovo tecnico dei bianchi: «Per me l’istinto di allenare è stato quasi primordiale»

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OLBIA. La terza laurea dovrà conquistarla sul campo da calcio. Forse la sfida più grande, anche per chi può vantarsi di essere un personaggio unico nel panorama calcistico professionistico in Italia. Lui è Michele Filippi, 38 anni, cagliaritano, nuovo allenatore dell’Olbia in serie C, presentato ieri ufficialmente dalla società, che nel frattempo ha riscattato Vallocchia dal Sambenedettese: firmerà un contratto triennale.

Il curriculum del nuovo tecnico è più da aule universitarie che da spogliatoio: laurea in Medicina e Chirurgia all’università di Cagliari nel 2006 e doppia specializzazione in Ortopedia e Medicina dello Sport. Leggenda narra che fu proprio un infortunio a una caviglia ad avvicinarlo ai volumi di tattiche e preparazione, anche se il suo racconto molto più prosaicamente parte dall’assunto che rappresenta il motore di ogni impresa nella vita: la passione. «L’istinto di allenare è stato quasi primordiale, l’ho avuto fin dall’infanzia, con il maturare dell’età anagrafica ho cominciato a vederlo come il mio futuro professionale – spiega Filippi –. Nella vita ho sempre cercato di assecondare sogni e passioni, ora posso dire di essere contento di quello che ho fatto e della strada che ho seguito».

Chi lo conosce lo descrive come metodico, quasi maniacale nella ricerca della cura dei dettagli. Nel mondo del calcio, spesso stereotipato e legato a consuetudini e tradizioni, forse una scossa benefica. Per il calcio sardo, un esperimento da seguire con curiosità. «Allenare è il mio sogno più grande, l’ho inseguito con scelte non convenzionali e spesso poco comode, sapendo di aver fatto un percorso umano e culturale lontano da qui, nel quale maturi una diversa percezione delle cose, ti rapporti, vedi e capisci cosa sia spesso la sofferenza umana». Un medico che ha scelto il calcio, con un approccio scientifico.

«Dopo un rapporto biennale col mister, nel quale lui è stato il secondo di Mignani e Mereu, abbiamo scelto la continuità, condividendo le basi metodologiche del suo lavoro – spiega il presidente Alessandro Marino –. In serie C sarebbe stato più facile prendere un nome conosciuto, noi valutiamo la crescita e la professionalità. Il tecnico sarà affiancato da uno staff di qualità, quasi da categoria superiore».

E dunque Luca Raineri, allenatore in seconda dal glorioso passato calcistico nel Tempio; Matteo Pantaleoni, responsabile della preparazione atletica; Andrea Paniziutti, preparatore atletico; Diego Mingioni, recupero infortunati; Nicolò Selis, match analyst e lo psicologo, Francesco Piras. Impossibile non citarli, perché il concetto di gruppo è basilare per il dottor Filippi. «Io sono coerente e leale, in questi due anni lo spogliatoio ha imparato a conoscermi e guardo ai giocatori come uomini – dice –. Non sono uno “yesman” ma lavoro per il bene della società. Conta tantissimo il lavoro di gruppo, come dimostra il mio staff. La collegialità abbatte il margine di errore». Anche se il bisturi lo terrà in mano lui.

Giandomenico Mele

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