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Suarez-gol, l’Uruguay si qualifica Arabia Saudita già eliminata
Uruguay1Arabia Saudita0URUGUAY (4-4-2): Muslera, Caceres, Godín, Giménez, Varela, Vecino (14' st Torreira), Sánchez (37' st Nandez), C.Rodríguez (14' st Laxalt), Bentancur, Suárez, Cavani. Ct:...
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Uruguay1
Arabia Saudita0
URUGUAY (4-4-2): Muslera, Caceres, Godín, Giménez, Varela, Vecino (14' st Torreira), Sánchez (37' st Nandez), C.Rodríguez (14' st Laxalt), Bentancur, Suárez, Cavani. Ct: Tabarez.
ARABIA SAUDITA (5-5-1): Al Owais, Al-Burayk, Hawsawi, Albulayhi, Al Shahrani; Al Dawsari, Al Jassam (44' pt Al-Mogahwi), Otayf, Al Faraj, Bahebri (30' st Kanno), Al Muwallad (33' st Al Sahlawi). Ct Pizzi
ARBITRO: Turpin (Francia)
RETI: nel pt 23' Suarez.
NOTE: angoli: 3-2 per l'Uruguay. Recupero: 2' e 4'. Spettatori: 37.000 Var: 0.
ROSTOV
Una vittoria e due verdetti a Rostov dove l'Uruguay battendo l'Arabia Saudita col minimo scarto si è guadagnato con un turno di anticipo il passaggio agli ottavi (a braccetto con la Russia), rimandando a casa e senza gloria la nazionale di Juan Antonio Pizzi e l'Egitto di Momo Salah, che vantava ancora una residua speranza aritmetica. È finita 1-0 per la Celeste che col minimo sindacale e con gran fatica ha avuto ragione della nazionale più scarsa vista fin qui al Mondiale. La squadra saudita non ha messo a frutto gli errori (tecnici ma anche di esperienza) dell'esordio, anzi il cambio in porta si è rivelato un autentico boomerang visto che al 23' lo sciagurato Al Owais è andato letteralmente per farfalle sugli sviluppi di un corner, lasciando la porta incustodita per Luis Suarez che infila per il più comodo dei gol e festeggia la sua 100ª presenza in nazionale (e 52 reti). Era dai Mondiali del 1954 che i sudamericani non vincevano le prime due partite in un torneo iridato, buon auspicio in vista dello spareggio per il primo posto nel girone che adesso si giocheranno contro i padroni di casa lunedì prossimo. Per il resto la gara alla Rostov Arena ha davvero offerto pochi spunti, di cronaca, di spettacolo e di occasioni. La Celeste si giocherà il primo posto nel girone contro la Russia, e l'Arabia Saudita che spareggerà con l'Egitto per evitare l'ultimo, prima di tornare a casa.
Arabia Saudita0
URUGUAY (4-4-2): Muslera, Caceres, Godín, Giménez, Varela, Vecino (14' st Torreira), Sánchez (37' st Nandez), C.Rodríguez (14' st Laxalt), Bentancur, Suárez, Cavani. Ct: Tabarez.
ARABIA SAUDITA (5-5-1): Al Owais, Al-Burayk, Hawsawi, Albulayhi, Al Shahrani; Al Dawsari, Al Jassam (44' pt Al-Mogahwi), Otayf, Al Faraj, Bahebri (30' st Kanno), Al Muwallad (33' st Al Sahlawi). Ct Pizzi
ARBITRO: Turpin (Francia)
RETI: nel pt 23' Suarez.
NOTE: angoli: 3-2 per l'Uruguay. Recupero: 2' e 4'. Spettatori: 37.000 Var: 0.
ROSTOV
Una vittoria e due verdetti a Rostov dove l'Uruguay battendo l'Arabia Saudita col minimo scarto si è guadagnato con un turno di anticipo il passaggio agli ottavi (a braccetto con la Russia), rimandando a casa e senza gloria la nazionale di Juan Antonio Pizzi e l'Egitto di Momo Salah, che vantava ancora una residua speranza aritmetica. È finita 1-0 per la Celeste che col minimo sindacale e con gran fatica ha avuto ragione della nazionale più scarsa vista fin qui al Mondiale. La squadra saudita non ha messo a frutto gli errori (tecnici ma anche di esperienza) dell'esordio, anzi il cambio in porta si è rivelato un autentico boomerang visto che al 23' lo sciagurato Al Owais è andato letteralmente per farfalle sugli sviluppi di un corner, lasciando la porta incustodita per Luis Suarez che infila per il più comodo dei gol e festeggia la sua 100ª presenza in nazionale (e 52 reti). Era dai Mondiali del 1954 che i sudamericani non vincevano le prime due partite in un torneo iridato, buon auspicio in vista dello spareggio per il primo posto nel girone che adesso si giocheranno contro i padroni di casa lunedì prossimo. Per il resto la gara alla Rostov Arena ha davvero offerto pochi spunti, di cronaca, di spettacolo e di occasioni. La Celeste si giocherà il primo posto nel girone contro la Russia, e l'Arabia Saudita che spareggerà con l'Egitto per evitare l'ultimo, prima di tornare a casa.
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