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La denuncia della Serbia «È stata una provocazione»

La denuncia della Serbia «È stata una provocazione»

MOSCA. Prosegue e si accende ulteriormente la polemica politica Belgrado-Pristina dopo la partita di venerdì sera Serbia-Svizzera ai Mondiali di Russia, vinta 2-1 dagli elvetici con entrambe le reti...

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MOSCA. Prosegue e si accende ulteriormente la polemica politica Belgrado-Pristina dopo la partita di venerdì sera Serbia-Svizzera ai Mondiali di Russia, vinta 2-1 dagli elvetici con entrambe le reti messe a segno da Xhaka e Shaqiri, cittadini svizzeri entrambi di origini kosovare e etnia albanese.

I media serbi riferiscono di interventi 'provocatori’ da parte di esponenti politici kosovari, che prima, durante e dopo la partita di Kaliningrad, sono intervenuti sulle reti sociali con toni nazionalistici e antiserbi, a sostegno dell'irredentismo kosovato-albanese.

Il ministro degli esteri del Kosovo Behgjet Pacolli, alla vigilia dell'incontro, ha scritto su Twitter di sperare che gli 'albanesi kosovari’ sconfiggeranno la Serbia, nonostante l'avversario dei serbi sarebbe stata la Svizzera. 'Batteranno stasera i nostri ragazzi la Serbia? Penso di sì, ha scritto Pacolli. Da parte sua Flora Citaku, ambasciatore del Kosovo negli Stati Uniti, ha affermato in un tweet dopo la partita che i gol degli albanesi Hhaka e Shaqiri sono qualcosa di storico per il Kosovo. 'Due albanesi del Kosovo hanno determinato la vittoria della Svizzera sulla Serbia. Le loro famiglie ottennero asilo in Svizzera durante la guerra in Kosovo (di fine anni novanta, ndr). Oggi hanno segnato e hanno vinto. Lo sport è a volte qualcosa di più dello sport. Oggi avete portato sulle spalle la nostra storia. Vi voglio benè, ha twittato Citaku. I due calciatori di origini kosovare, accusati da Belgrado di aver esultato dopo i gol con il gesto a indicare l'aquila della 'Grande Albanià (progetto nazionalista denunciato dalla Serbia e che mira a riunire in un unico stato tutti gli albanesi residenti nei vari paesi balcanici, ndr), hanno sostenuto di aver fatto tale gesto per la grande emozione e col pensiero diretto alle loro famiglie e al loro popolo, e non contro la Serbia. Critiche al loro comportamento sono giunte comunque dalla stampa svizzera, con il quotidiano Blik che ha parlato di un modo di festeggiare 'inutile e stupido’.

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