All’ultimo ballo di Iniesta brinda la Russia
La Spagna si ferma agli ottavi di finale: l’autorete di Ignashevich e pari di Dzyuba dal dischetto, poi decidono i calci di rigore
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SPAGNA4
RUSSIA5
SPAGNA (4-2-3-1): De Gea, Nacho (25' st Carvajal), Piqué, Ramos, Jordi Alba, Koke, Busquets, David Silva (22' st Iniesta), Isco, Asensio (13' pts Rodrigo), Diego Costa (34' st Iago Aspas). All.Hierro.
RUSSIA (5-3-2): Akinfeev, Zhirkov (1' st Granat), Kudryashov, Ignashevich, Kutepov, Fernandes, Kuzyaev (6' pts Yerokhin), Zobnin, Samedov (16' st Cheryshev), Golovin, Dzyuba (20' st Smolov). All.: Cherchesov.
ARBITRO: Kuipers (Olanda).
RETI: nel pt 11' Ignashevich (autorete), 42' Dzyuba (rigore).
NOTE: Sequenza rigori: Iniesta (gol), Smolov (gol), Piqué (gol), Ignashevich (gol), Koke (parato), Golovin (gol), Sergio Ramos (gol), Cheryshev (gol), Iago Aspas (parato) Angoli: 6-5 per la Spagna. Recupero: 1' e 4'; 1' e 1'. Ammoniti: Piqué per protste, Kutepov, Zobnin per gioco scorretto. Var: 1. Spettatori: 78.011.
MOSCA
Era impensabile, quindi è puntualmente accaduto. In questo Mondiale gli dèi continuano a cadere e questa volta è toccato alla Spagna, battuta 5-4 ai rigori da una Russia cinica quanto sfinita. Ma tanto basta. I padroni di casa volano ai quarti e ora Vladimir Putin si starà mangiando le mani per non essere andato di persona allo stadio - al suo posto il fido primo ministro Dmitri Medvedev - a godersi lo spettacolo di quasi 80mila russi in delirio. Le Furie Rosse escono a testa bassa e salutano la leggenda Andres Iniesta, che annuncia l’addio alla nazionale.
La Spagna segna al primo tiro in porta, peraltro su punizione, grazie allo sfortunato autogol di Serghei Ignashevich (la palla gli carambola sulla caviglia mentre sta rovinando a terra): 1-0 e palla al centro. Gli uomini di Hierro potrebbero chiudere i giochi, ma non lo fanno, preferendo gestire col possesso palla. I padroni di casa iniziano a far capolino nella metà campo avversaria sino a che Dzyba non incorna in area e colpisce il braccio di Piqué, alto sulla testa da non crederci. Rigore netto. Che sempre Dzyuba trasforma, con sangue freddo. Il secondo tempo si apre con un cambio di passo, la Spagna preme sempre di più e la Russia cerca di resistere, non prendere gol, e puntare sul contropiede. La Roja però non manovra con la consueta sicurezza e la prima azione veramente “alla spagnola” arriva al 52', con Kutepov costretto al cartellino giallo. Hierro e il ct russo Cherchesov tentano allora di sbloccare lo stallo con le sostituzioni: entrano Cheryshev e Smolov per i padroni di casa, Iniesta e Carvajal. Iniesta, al suo ultimo mondiale, rinfresca il centrocampo spagnolo e il secondo tempo si chiude con una grande parata di Akinfeev proprio su una botta da fuori area dell’ex blaugrana. I supplementari passeranno alla storia come “l’assedio di Luzhniki”. La Spagna infatti capisce a quel punto che la partita sta prendendo una brutta piega e per 30’ ci prova in ogni modo; la Russia a quel punto è in grado solo di chiudersi a riccio e in quelle rare volte che ha una chance di ripartire incespica puntualmente sul pallone (succede a Cheryshev ma anche a Golovin). Da notare la prima quarta sostituzione nella storia del calcio e il brivido del Var a 6 dalla fine per una sospetta trattenuta a Piquè in area. Contemporaneamente inizia a piovere (col sole) e c'è una luce da apocalisse. E infatti. La lotteria dei rigori regala una Russia lucida - tutti a segno - e una Spagna nervosa: il duo Koke-Aspas fa cilecca e lo stadio erutta sulle note di Kalinka. Per Mosca è festa grande.
RUSSIA5
SPAGNA (4-2-3-1): De Gea, Nacho (25' st Carvajal), Piqué, Ramos, Jordi Alba, Koke, Busquets, David Silva (22' st Iniesta), Isco, Asensio (13' pts Rodrigo), Diego Costa (34' st Iago Aspas). All.Hierro.
RUSSIA (5-3-2): Akinfeev, Zhirkov (1' st Granat), Kudryashov, Ignashevich, Kutepov, Fernandes, Kuzyaev (6' pts Yerokhin), Zobnin, Samedov (16' st Cheryshev), Golovin, Dzyuba (20' st Smolov). All.: Cherchesov.
ARBITRO: Kuipers (Olanda).
RETI: nel pt 11' Ignashevich (autorete), 42' Dzyuba (rigore).
NOTE: Sequenza rigori: Iniesta (gol), Smolov (gol), Piqué (gol), Ignashevich (gol), Koke (parato), Golovin (gol), Sergio Ramos (gol), Cheryshev (gol), Iago Aspas (parato) Angoli: 6-5 per la Spagna. Recupero: 1' e 4'; 1' e 1'. Ammoniti: Piqué per protste, Kutepov, Zobnin per gioco scorretto. Var: 1. Spettatori: 78.011.
MOSCA
Era impensabile, quindi è puntualmente accaduto. In questo Mondiale gli dèi continuano a cadere e questa volta è toccato alla Spagna, battuta 5-4 ai rigori da una Russia cinica quanto sfinita. Ma tanto basta. I padroni di casa volano ai quarti e ora Vladimir Putin si starà mangiando le mani per non essere andato di persona allo stadio - al suo posto il fido primo ministro Dmitri Medvedev - a godersi lo spettacolo di quasi 80mila russi in delirio. Le Furie Rosse escono a testa bassa e salutano la leggenda Andres Iniesta, che annuncia l’addio alla nazionale.
La Spagna segna al primo tiro in porta, peraltro su punizione, grazie allo sfortunato autogol di Serghei Ignashevich (la palla gli carambola sulla caviglia mentre sta rovinando a terra): 1-0 e palla al centro. Gli uomini di Hierro potrebbero chiudere i giochi, ma non lo fanno, preferendo gestire col possesso palla. I padroni di casa iniziano a far capolino nella metà campo avversaria sino a che Dzyba non incorna in area e colpisce il braccio di Piqué, alto sulla testa da non crederci. Rigore netto. Che sempre Dzyuba trasforma, con sangue freddo. Il secondo tempo si apre con un cambio di passo, la Spagna preme sempre di più e la Russia cerca di resistere, non prendere gol, e puntare sul contropiede. La Roja però non manovra con la consueta sicurezza e la prima azione veramente “alla spagnola” arriva al 52', con Kutepov costretto al cartellino giallo. Hierro e il ct russo Cherchesov tentano allora di sbloccare lo stallo con le sostituzioni: entrano Cheryshev e Smolov per i padroni di casa, Iniesta e Carvajal. Iniesta, al suo ultimo mondiale, rinfresca il centrocampo spagnolo e il secondo tempo si chiude con una grande parata di Akinfeev proprio su una botta da fuori area dell’ex blaugrana. I supplementari passeranno alla storia come “l’assedio di Luzhniki”. La Spagna infatti capisce a quel punto che la partita sta prendendo una brutta piega e per 30’ ci prova in ogni modo; la Russia a quel punto è in grado solo di chiudersi a riccio e in quelle rare volte che ha una chance di ripartire incespica puntualmente sul pallone (succede a Cheryshev ma anche a Golovin). Da notare la prima quarta sostituzione nella storia del calcio e il brivido del Var a 6 dalla fine per una sospetta trattenuta a Piquè in area. Contemporaneamente inizia a piovere (col sole) e c'è una luce da apocalisse. E infatti. La lotteria dei rigori regala una Russia lucida - tutti a segno - e una Spagna nervosa: il duo Koke-Aspas fa cilecca e lo stadio erutta sulle note di Kalinka. Per Mosca è festa grande.
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