Artedino ci spera: la mia Nuorese merita il ripescaggio
Il presidente: «Non potevo mollare con una retrocessione» Presentato il progetto: «No a proclami, ma se si torna in D...»
2 MINUTI DI LETTURA
NUORO. Non conosce la crisi del settimo anno il rapporto fra la Nuorese e il presidente Michele Artedino che nei giorni scorsi ha sciolto le riserve e presentato il nuovo progetto legato al settore giovanile.
Presidente partiamo dalla stagione passata.
«Una stagione da dimenticare – dice Artedino – Non vorrei neppure soffermarmi a guardare indietro, perché farlo non porta certo benefici. Se vogliamo aprire una parentesi, la Nuorese ha subito una punizione eccessiva con una retrocessione che va al di là dei nostri evidenti demeriti. Ne prendiamo atto e oggi siamo squadra di Eccellenza».
Ha mai pensato di lasciare? «Dico la verità: se ci fossimo salvati avrei considerato chiuso il mio ciclo alla guida della Nuorese – risponde Michele Artedino – . Ma dopo questa retrocessione non potevo mollare. Lo devo alla città, ai tifosi e a me stesso».
Come si riparte?
«Si riparte da... Michele Artedino. Io aspettavo che qualcuno si facesse avanti fra quanti spesso millantano progetti faraonici. Io amo poco le chiacchiere, amo i fatti. E a oggi nessuno si è fatto avanti. Non posso però attendere troppo e allora ho messo in moto un progetto fondato sulla concretezza e con obiettivi diversi dal passato».
Che tipo di obiettivi?
«Non voglio fare proclami e non sarò qui fra poco a presentare i grandi acquisti – afferma il primo dirigente nuorese – L’errore più grande della scorsa stagione è stato quello di promettere grandi risultati. Io non voglio perseverare nell’errore e oggi voglio ripartire dal settore giovanile. Voglio fare tesoro delle esperienze vissute e mi rimetto in gioco. Le possibilità economiche sono sempre meno e la retrocessione limita gli sponsor. Quest’anno non prometto niente. Ho messo in moto la macchina Nuorese, ma resto a disposizione per eventuali ingressi, al mio fianco o senza di me. E voglio precisare che la Nuorese non costa un centesimo. Voglio discutere di progetti con chi, come ho sempre fatto io, voglia metterci la faccia, senza nascondersi dietro fantomatiche cordate. Posso fare parte o meno del progetto, perché io posso piacere o no, ma la cosa importante è fare il bene della Nuorese».
Esiste la possibilità di un ripescaggio?
«Sono stato personalmente a Roma e i vertici della Lega, che ci hanno fatto i complimenti per la nostra gestione societaria, mi hanno illustrato la situazione. Abbiamo il 50 per cento delle possibilità di essere ripescati e se torneremo in serie D allora potrò levarmi anche qualche sassolino dalle scarpe». E ancora: «Oggi – conclude il presidente verdeazzurro – presentando questa nuova Nuorese e il suo nuovo progetto, ho già vinto la mia battaglia».
Pietro Rudellat
Presidente partiamo dalla stagione passata.
«Una stagione da dimenticare – dice Artedino – Non vorrei neppure soffermarmi a guardare indietro, perché farlo non porta certo benefici. Se vogliamo aprire una parentesi, la Nuorese ha subito una punizione eccessiva con una retrocessione che va al di là dei nostri evidenti demeriti. Ne prendiamo atto e oggi siamo squadra di Eccellenza».
Ha mai pensato di lasciare? «Dico la verità: se ci fossimo salvati avrei considerato chiuso il mio ciclo alla guida della Nuorese – risponde Michele Artedino – . Ma dopo questa retrocessione non potevo mollare. Lo devo alla città, ai tifosi e a me stesso».
Come si riparte?
«Si riparte da... Michele Artedino. Io aspettavo che qualcuno si facesse avanti fra quanti spesso millantano progetti faraonici. Io amo poco le chiacchiere, amo i fatti. E a oggi nessuno si è fatto avanti. Non posso però attendere troppo e allora ho messo in moto un progetto fondato sulla concretezza e con obiettivi diversi dal passato».
Che tipo di obiettivi?
«Non voglio fare proclami e non sarò qui fra poco a presentare i grandi acquisti – afferma il primo dirigente nuorese – L’errore più grande della scorsa stagione è stato quello di promettere grandi risultati. Io non voglio perseverare nell’errore e oggi voglio ripartire dal settore giovanile. Voglio fare tesoro delle esperienze vissute e mi rimetto in gioco. Le possibilità economiche sono sempre meno e la retrocessione limita gli sponsor. Quest’anno non prometto niente. Ho messo in moto la macchina Nuorese, ma resto a disposizione per eventuali ingressi, al mio fianco o senza di me. E voglio precisare che la Nuorese non costa un centesimo. Voglio discutere di progetti con chi, come ho sempre fatto io, voglia metterci la faccia, senza nascondersi dietro fantomatiche cordate. Posso fare parte o meno del progetto, perché io posso piacere o no, ma la cosa importante è fare il bene della Nuorese».
Esiste la possibilità di un ripescaggio?
«Sono stato personalmente a Roma e i vertici della Lega, che ci hanno fatto i complimenti per la nostra gestione societaria, mi hanno illustrato la situazione. Abbiamo il 50 per cento delle possibilità di essere ripescati e se torneremo in serie D allora potrò levarmi anche qualche sassolino dalle scarpe». E ancora: «Oggi – conclude il presidente verdeazzurro – presentando questa nuova Nuorese e il suo nuovo progetto, ho già vinto la mia battaglia».
Pietro Rudellat
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
