l’altra finalista
La Croazia vuole sbancare «Titolo, e Modric Pallone d’oro»
MOSCA. La Coppa del Mondo e Luka Modric Pallone d'Oro. Dopo la finalissima di Mosca, raggiunta grazie alla vittoria sull'Inghilterra, la Croazia non vuole fermarsi e guarda anche oltre i Mondiali di...
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MOSCA. La Coppa del Mondo e Luka Modric Pallone d'Oro. Dopo la finalissima di Mosca, raggiunta grazie alla vittoria sull'Inghilterra, la Croazia non vuole fermarsi e guarda anche oltre i Mondiali di Russia, lanciando il proprio uomo simbolo, Lukas Modric, alla conquista del titolo più importante per un calciatore, che è rimasto negli ultimi anni un discorso a parte per Cristiano Ronaldo e Lionel Messi. Un riconoscimento per il centrocampista del Real Madrid che arriverebbe probabilmente solo in caso di vittoria contro la Francia domani alle 17. «Un croato deve vincere il Pallone d'Oro – avverte l'altro forte centrocampista della Croazia, Ivan Rakitic – e Modric, il nostro capitano, lo merita. Sono sicuro che sarà scelto lui dalla Fifa. Ma noi non vogliamo solo questo, noi vogliamo anche il titolo iridato».
Quella tra Francia-Croazia al Luzhniki di Mosca sarà una finale inedita, con i croati considerati svantaggiati per un giorno di riposo in meno e perché negli ottavi, nei quarti e in semifinale hanno sempre disputato i supplementari. Rakitic è il giocatore con più partite giocate quest'anno in Europa. «Ho letto – spiega il centrocampista del Barcellona – che, con quella di domenica, saranno per me 71 partite. Ma avrò energie extra e non sarà un problema. È una partita storica, non solo per la squadra, ma anche per i 4 milioni di croati. È la partita della vita e noi abbiamo bisogno di loro». Per la finale era in corsa anche l'arbitro italiano Gianluca Rocchi, invece sarà diretto dall'argentino Nestor Pitana: «Sono contento - ha ammesso Rakitic - che ci sarà Pitana. Abbiamo avuto una buona esperienza con lui contro la Danimarca, al di là del fatto che poi abbiamo vinto ai rigori. Ha avuto un grande rapporto con noi giocatori in campo per tutta la partita. Sarà anche il giorno più importante della sua carriera. Dopo la partita, spero si congratuli con me per aver vinto». Il popolo croato aspetta domenica con ansia. «Vedere le foto che provengono dal nostro Paese fa venire la pelle d'oca, per la gioia che hanno le persone, non si può descrivere. Meritano tutti i nostri sforzi: non solo la squadra combatterà, ma anche i croati».
Quella tra Francia-Croazia al Luzhniki di Mosca sarà una finale inedita, con i croati considerati svantaggiati per un giorno di riposo in meno e perché negli ottavi, nei quarti e in semifinale hanno sempre disputato i supplementari. Rakitic è il giocatore con più partite giocate quest'anno in Europa. «Ho letto – spiega il centrocampista del Barcellona – che, con quella di domenica, saranno per me 71 partite. Ma avrò energie extra e non sarà un problema. È una partita storica, non solo per la squadra, ma anche per i 4 milioni di croati. È la partita della vita e noi abbiamo bisogno di loro». Per la finale era in corsa anche l'arbitro italiano Gianluca Rocchi, invece sarà diretto dall'argentino Nestor Pitana: «Sono contento - ha ammesso Rakitic - che ci sarà Pitana. Abbiamo avuto una buona esperienza con lui contro la Danimarca, al di là del fatto che poi abbiamo vinto ai rigori. Ha avuto un grande rapporto con noi giocatori in campo per tutta la partita. Sarà anche il giorno più importante della sua carriera. Dopo la partita, spero si congratuli con me per aver vinto». Il popolo croato aspetta domenica con ansia. «Vedere le foto che provengono dal nostro Paese fa venire la pelle d'oca, per la gioia che hanno le persone, non si può descrivere. Meritano tutti i nostri sforzi: non solo la squadra combatterà, ma anche i croati».
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