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Tre giornate sulle Alpi, Nibali vuole attaccare

ANNECY. La quiete dopo l'inferno del pavè e alla vigilia di una tre giorni da vivere tutta con il naso all'insu. Il 105° Tour de France entra nel vivo con l'olimpionico belga su strada a Rio 2016,...

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ANNECY. La quiete dopo l'inferno del pavè e alla vigilia di una tre giorni da vivere tutta con il naso all'insu. Il 105° Tour de France entra nel vivo con l'olimpionico belga su strada a Rio 2016, Van Avermaet, in maglia gialla e tutti i big in agguato, disseminati fra i 2'53” di ritardo del colombiano Uran Uran e i 43” del gallese Thomas, fido scudiero di Froome, ma pronto a prendersi la maglia di leader. Che, a guardare la tappa di oggi (la 10ª), sospesa fra i 158,5 di Annecy e Le Gran Bornard, rischia seriamente di cambiare padrone.

Cinque Gran premi della montagna, con due Prima categoria (spicca la Colombière a 1.618 metri, offrono a chi coltiva concreti sogni di gloria la possibilità di di poter osare. E non è finita: anche domani e dopodomani ci sarà spazio per nuove scorribande in alta quota. Magari non si potrà stabilire il nome del vincitore del Tour, ma è probabile che si conosceranno gli indiziati a una prematura esclusione dalla corsa per la maglia gialla. «Bbisognerà andare a tutta, il terreno per attaccare c'è», le parole di Vincenzo Nibali che vede Froome distante solo 6” in classifica.

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