Ionita: «Cagliari mi ha adottato, ricambierò»
di Roberto Muretto
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Artur IonitaIl moldavo felice di essere rimasto: «Ho grandi motivazioni, il mister mi stimola e il nuovo ruolo mi piace tantissimo»
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INVIATO A PEJO. Aveva le valigie pronte. Il suo trasferimento al Chievo sembrava solo questione di giorni. Invece Artur Ionita non solo è rimasto in Sardegna ma potrebbe ritagliarsi un ruolo importante negli schemi di Maran. «Sono contento di indossare questa maglia per il terzo anno di fila - le parole del moldavo -. Con la gente sarda si è instaurato un bellissimo rapporto, non posso fare a meno di amare una terra che mi ha accolto a braccia aperte. L’isola è davvero bella, i tifosi hanno fiducia in me e questo mi trasmette una grande carica. Ho grandi motivazioni, voglio fare una grande stagione».
Obiettivi. La scorsa stagione ha ricevuto qualche critica. Artur è un ragazzo sensibile ed ha accusato il colpo. Ma è acqua passata. «Come sempre darò il massimo - spiega -, sono uno che in campo non si risparmia. L’auspicio è di poter fare meglio, essere decisivo, regalare delle soddisfazioni ai nostri supporter che ci sostengono con entusiasmo».
Passo indietro. Una salvezza raggiunta con grande difficoltà, che ad un certo punto sembra un traguardo impossibile. «Ci siamo riusciti - racconta - grazie alla disponibilità di tutto il gruppo, che si ha fatto quadrato ed ha dato il massimo. Dal punto di vista personale è stata una stagione strana. Ho giocato bene alcune partite, altre meno. Mi è mancata un po’ di continuità. Non ho segnato nemmeno un gol, anche se le occasioni le ho avuto. Ho avuto la sfortuna di trovare sulla mia strada portieri molto bravi. Proverà a rifarm i in questa stagione».
Nuovo ruolo. Rolando Maran lo sta impiegando come trequartista o vertice altro del rombo di centrocampo. Ionita sta rispondendo bene e nelle prime amichevoli è sembrato tra i più in palla. «Posso giocare a da centrocampista puro, ma in questo momento l’allenatore vuole che io faccia da raccordo tra il centrocampo e l’attacco. In allenamento proviamo i movimenti ed io, piano piano, li sto metabolizzando. Il mister pretende anche che dia una mano nella fase di non possesso e mi muova in modo intelligente tra gli spazi. Ho la possibilità di giocare più vicino alla porta, tentare la conclusione. Devo migliorare tanto ma in questo ruolo posso dare un contributo, spero importante, alla squadra».
Il calendario. Ionita non aveva preferenze. «Non ha importanza il nome della squadra - conclude il moldavo -. Ora sappiamo che si chiama Empoli ma il nostro obiettivo non cambia. Ci sono tre punti in palio e vogliamo portarli a casa. Giochiamo in trasferta? Non significa proprio nulla. La nostra idea è quella di cominciare la stagione nel migliore dei modi, regalando subito in sorriso ai tifosi. Ci stiamo preparando bene, ci fare trovare pronti per l’inizio del campionato, il cui livello sarà più alto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Obiettivi. La scorsa stagione ha ricevuto qualche critica. Artur è un ragazzo sensibile ed ha accusato il colpo. Ma è acqua passata. «Come sempre darò il massimo - spiega -, sono uno che in campo non si risparmia. L’auspicio è di poter fare meglio, essere decisivo, regalare delle soddisfazioni ai nostri supporter che ci sostengono con entusiasmo».
Passo indietro. Una salvezza raggiunta con grande difficoltà, che ad un certo punto sembra un traguardo impossibile. «Ci siamo riusciti - racconta - grazie alla disponibilità di tutto il gruppo, che si ha fatto quadrato ed ha dato il massimo. Dal punto di vista personale è stata una stagione strana. Ho giocato bene alcune partite, altre meno. Mi è mancata un po’ di continuità. Non ho segnato nemmeno un gol, anche se le occasioni le ho avuto. Ho avuto la sfortuna di trovare sulla mia strada portieri molto bravi. Proverà a rifarm i in questa stagione».
Nuovo ruolo. Rolando Maran lo sta impiegando come trequartista o vertice altro del rombo di centrocampo. Ionita sta rispondendo bene e nelle prime amichevoli è sembrato tra i più in palla. «Posso giocare a da centrocampista puro, ma in questo momento l’allenatore vuole che io faccia da raccordo tra il centrocampo e l’attacco. In allenamento proviamo i movimenti ed io, piano piano, li sto metabolizzando. Il mister pretende anche che dia una mano nella fase di non possesso e mi muova in modo intelligente tra gli spazi. Ho la possibilità di giocare più vicino alla porta, tentare la conclusione. Devo migliorare tanto ma in questo ruolo posso dare un contributo, spero importante, alla squadra».
Il calendario. Ionita non aveva preferenze. «Non ha importanza il nome della squadra - conclude il moldavo -. Ora sappiamo che si chiama Empoli ma il nostro obiettivo non cambia. Ci sono tre punti in palio e vogliamo portarli a casa. Giochiamo in trasferta? Non significa proprio nulla. La nostra idea è quella di cominciare la stagione nel migliore dei modi, regalando subito in sorriso ai tifosi. Ci stiamo preparando bene, ci fare trovare pronti per l’inizio del campionato, il cui livello sarà più alto».
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