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QUATTRO MORI E UNA FIAMMA DA ACCENDERE

di MARIO CARTA

Quattro Mori agli Europei, quattro sardi in gara in quattro diverse specialità. In Scozia la quartese Francesca Deidda nel nuoto sincronizzato e l’oristanese Stefano Oppo nel canottaggio, a Berlino...

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Quattro Mori agli Europei, quattro sardi in gara in quattro diverse specialità. In Scozia la quartese Francesca Deidda nel nuoto sincronizzato e l’oristanese Stefano Oppo nel canottaggio, a Berlino il sassarese Andrea Agrusti nella marcia e il lombardo-tempiese Filippo Tortu nei 100 metri.

Quattro Mori agli Europei e tre medaglie già portate nell’isola: un bronzo e un argento la Deidda, un bronzo Oppo. Sperare nel poker di medaglie sarde grazie a Tortu e fare cifra quadrata non è pretendere tanto, considerando che il neoprimatista italiano parte con il terzo miglior tempo stagionale e che il francese Lemaitre è fuori gioco per infortunio, mentre la fatica di Agrusti nella 50 km di marcia a Berlino sarà da sola la migliore medaglia possibile, per un’impresa comunque sognabile.

Chi invece si è dato un pizzicotto scoprendosi ben sveglio è lo sport sardo, quello affatto minore, che si trova sempre più capace di costruire campioni. Come Lodde nello skeet, come i pugili, i giovani velocisti, i velisti che viaggiano verso Tokyo 2020. E il pizzicotto funziona, ma per scoprire che non sogni e sei ben desto devi trovarti dall’altra parte del Tirreno. Alle Fiamme Gialle di Tortu e Agrusti, a quelle Oro della Deidda e di Manuel Cappai, alla Forestale di Oppo o all’Esercito di Luigi Lodde. Perché in Sardegna arrivano le medaglie europee, ma nessuno ancora è riuscito ad accendere le Fiamme Quattro Mori.

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