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A Tortu non basta una grande gara

Andrea Sini
A Tortu non basta una grande gara

L’azzurro è quinto nella finale dei 100 metri con 10”08

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La prima batosta non si scorda mai, e per Filippo Tortu, vent’anni, mille aspettative e una carriera luminosa davanti, il momento è arrivato quasi a sorpresa. Il velocista sardo-brianzolo toppa l’appuntamento con una medaglia ai campionati europei di atletica leggera di Berlino: dopo avere vinto la sua semifinale in 10”12, Tortu in finale non è andato oltre il quinto posto con 10”08. Un risultato comunque eccellente, data l’età del talento delle Fiamme Gialle, che dal punto di vista tecnico ha corso una buona gara, e l’altissimo livello della finale: con 10”08 avrebbe preso il bronzo in 22 delle ultime 23 edizioni degli europei e l’argento in 21. Ma il quinto posto non è andato giù all’interessato.

La confessione. «Questa è la prima vera batosta che prendo e la tosse che ho non c’entra un c....». La confessione a caldo in diretta tv, con tanto di parolaccia davanti a qualche milione di telespettatori, da un lato colpisce, perché restituisce al pubblico un’immagine più “umana” di un campione che sino a ieri era parso semplicemente perfetto. Dall’altra conforta non poco, perché dimostra che la sua fame di risultati e di miglioramenti resta enorme e non si è certo placata con il 9”99 di Madrid.

La gara. Tortu è finito nel vortice di una finale splendida, nonostante il colpo di scena con il ritiro prima della partenza di un altro dei protagonisti annunciati, il francese Jimmy Vicaut, fermato da un affaticamento dopo una batteria corsa in 9”97. Con la terza corsia vuota, la gara si è decisa sul filo del rasoio a favore del britannico Zharnel Hughes con il primato dei campionati (9”95), davanti all’altro britannico Reece Prescod con il record europeo under 23 (9”96). Il temutissimo turco Jak Ali Harvey ha conquistato la medaglia di bronzo correndo in 10”01, quarto un altro britannico, Chijindu Ujah (10”06).

Sogni e recriminazioni. Quinto con 10”08, abbastanza lontano sia da primato italiano realizzato a Madrid, sia dal 10”03 del maggio scorso a Savona. È forse questo il motivo per il quale Filippo Tortu è andato via dall’OlympiaStadion scuro in volto. Niente medaglia e niente tempo, insomma. «Ero venuto qua per fare 9”98 – ha detto il giovane talento azzurro – e con quel tempo avrei preso una medaglia. Sono adirato e deluso».

Il prossimo obiettivo. La giornata di Filippo Tortu, come detto, si era aperta nel migliore dei modi: sotto gli occhi del papà-allenatore Salvino, alle 19,30 era arrivato il primo posto nella batteria di semifinale, con 10”12, un tempo non memorabile ma neanche da buttare. Anche perché di solito, quando gareggia due volte nello stesso giorno, Filippo migliora il proprio tempo. Quest’anno era già successo due volte, ed è accaduto puntualmente anche ieri, ma stavolta il tempo non è stato abbassato abbastanza per entrare in zona medaglie. Anche perché , come ammesso da lui stesso a fine gara, negli ultimi 20-30 metri ha un po’ mollato, scoraggiato dal vantaggio accumulato dai rivali. L’Europeo di Tortu non finisce qui: all’orizzonte c’è la staffetta 4x100, in programma nel weekend. Un nuovo obiettivo per uno straordinario ragazzo normale.

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