LA DOMENICA STORTA DEI NUMERI 1
di ANTONIO LEDA’
Dobbiamo chiedere scusa a Dino Zoff. Gli abbiamo caricato sulle spalle (per fortuna belle larghe) l’uscita di scena ai Mondiali del 1974 in Germania dimenticandoci che ci aveva portato lui alla fase...
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Dobbiamo chiedere scusa a Dino Zoff. Gli abbiamo caricato sulle spalle (per fortuna belle larghe) l’uscita di scena ai Mondiali del 1974 in Germania dimenticandoci che ci aveva portato lui alla fase finale. Qualcuno è arrivato ad accusarlo di aver nascosto una leggera miopia ai medici della nazionale. Zoff ha incassato con la sua flemma da montanaro doc e si è preso la rivincita otto anni dopo alzando la Coppa del Mondo a Madrid e diventando uno dei simboli del pallone azzurro. Perchè le scuse? Perchè dopo quanto visto nell’ultimo turno di serie A Zoff merita di essere fatto santo, subito. Prendiamo Napoli-Milan. Ospina e Donnarumma si sono superati nel farsi... superare. Il numero uno del Napoli ha preso due gol evitabilissimi sui primi due tiri in porta degli avversari. E Donnarumma ha deciso di imitarlo consentendo a Zielinki di dare il via all’incredibile rimonta azzurra. Che sia diventato miope anche “super Gigio”? E che dire di Strakosha, portiere low cost della Lazio. E’ vero che Pjanic, autore della prima rete della Juve, è stato bravissimo nel calciare al volo tenendo basso il pallone, ma l’albanese si mosso con tre quarti d’ora di ritardo. Si è rifatto negando a CR7 il primo gol nel campionato italiano, ma non basta per strappare la sufficienza. E non parliamo di Handanovic per rispetto dei tifosi interisti. E’ vero, siamo solo alla seconda giornata ma a questo punto le scuse a Zoff sono il minimo sindacale.
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