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Tappa e maglia rossa per Yates Aru si regala spiccioli di speranza

Tappa e maglia rossa per Yates Aru si regala spiccioli di speranza

ROMA. Colpo doppio di Simon Yates che vince la 14ma tappa della Vuelta, la Ribera de Arriba-Lagos de Covadonga di 178 chilometri, e si riprende la maglia rossa di leader della classifica, lasciata...

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ROMA. Colpo doppio di Simon Yates che vince la 14ma tappa della Vuelta, la Ribera de Arriba-Lagos de Covadonga di 178 chilometri, e si riprende la maglia rossa di leader della classifica, lasciata appena 48 ore sulle spalle di Jesus Herrada, ieri al traguardo con oltre 9 minuti di ritardo. Il britannico della Mitchelton Scott ha battuto in volata il colombiano Miguel Angel Lopez (Astana) e lo spagnolo Alejandro Valverde (Movistar), arrivati con un ritardo di 2”. Decimo al traguardo Fabio Aru (UAE Team Emirates), che ha limitato i danni accumulando un ritardo di una quarantina di secondi dal vincitore della tappa. Aru ha però scalato la classifica generale insediandosi in tredicesima posizione con un ritardo di 3'26” dalla maglia rossa.

Yates guida ora la classifica generale con un vantaggio di 20” su Alejandro Valverde e di 25” sul colombiano Nairo Quintana (Movistar). Buona la prova di Vincenzo Nibali (Bahrain Merida) che ha lavorato in favore del compagno Jon Izaguirre. La tappa di ieri era molto temuta e gli uomini di classifica non si sono risparmiati. La bagarre si è scatenata nella salita che ha portato al traguardo. Quintana è stato il primo a provare l’allungo ma Yates si è fatto trovare pronto e così Valverde. Fabio ha perso terreno ma è stato bravo a non cadere nella tentazione di andare a riprendere i fuggitivi e a proseguire col suo passo. Una scelta che gli ha permesso di contenere il ritardo in meno di 40 secondi e di tenere accesa una piccola fiammella in attesa delle ultime tappe e dell’arrivo a Madrid.

Oggi altra frazione delicata prima del giorno di riposo. Si sale ancora. Prima parte di gara relativamente semplice, che presenta solamente l’Alto de Santo Emiliano. A metà percorso i corridori si imbatteranno nel Mirador del Fito, da affrontare due volte, ma la differenza sarà fatta sul finale, sull’ascesa conclusiva di Lagos de Covadonga, già affrontata più volte dalla Vuelta: 12,2 chilometri con una pendenza media del 7,2%.

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