Pennington: «Vincere così è ancora più bello»
L’italo-australiano: «Avvio poco convincente per merito degli avversari, bravi noi a riprenderci»
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OLBIA. «Ci abbiamo creduto fino alla fine»: composto, sorridente, soddisfatto, Nicholas Pennington si gode la meritata vittoria. Visti i gol verrebbe da concedere la copertina di nuovo a quei due lì davanti, ma mai come stavolta è stato importante il contributo di tutti. Compreso quello del biondo centrocampista, che assieme ai compagni di reparto ha dato spazio alla corsa e al gioco fisico, più che alle giocate brillanti. Che faticaccia. «Loro ci hanno messi in difficoltà perché erano fisici e tecnicamente bravi – ammette – La partita è diventata subito difficile visto il gol preso dopo pochi minuti. All'inizio non riuscivamo a gestire i tanti cross e le palle lunghe, poi però abbiamo cominciato a giocare». E ancora: «Ovviamente è sempre bello vincere, ma farlo così, in rimonta, lo è ancora di più. Adesso continuiamo in questa direzione e secondo me possiamo far bene».
Mercoledì furono i minuti finali a far venire qualche brivido, stavolta non ha convinto l'avvio. «Non credo che sia dovuto al fatto che siamo scesi in campo senza voglia di vincere: abbiamo sofferto il loro modo di giocare. Poi però ci siamo ripresi». E un primo segnale negativo era arrivato dopo appena un minuto, con Pinna che a causa di uno scontro era stato costretto a uscire prima e a essere sostituito poi. «Ci ha cambiato i programmi, ci siamo dovuti adattare in inferiorità numerica. Poi è entrato Cotali che nonostante stesse tornando da infortunio ci ha dato una grande mano».
A funzionare sono stati tutti i reparti, a partire dalla difesa e proprio dai pali; se contro l'Albissola il portiere Crosta era apparso un po' incerto, stavolta si è fatto trovare pronto in almeno un paio di interventi sul finale di gara. Coppia centrale forse non perfetta, ma che ha concesso poche sbavature. Vergara è stato chiamato in causa spesso, soprattutto nel primo tempo, in fase di impostazione. Sulle fasce Pisano instancabile, Cotali, al rientro dopo alcuni problemi fisici, non ha proposto il solito lavoro di spinta ma tanto contenimento. In mezzo, medaglia al merito per Vallocchia. Il vero protagonista silenzioso di giornata. Mai un tocco impreciso, sempre puntuale nei contrasti. Muroni e Pennington, anche loro, più che sufficienti. Stavolta non ha invece stupito Biancu sulla trequarti, nella ripresa Senesi ha fatto vedere di sicuro qualcosa in più. Infine l'attacco, con le giocate di Ragatzu e il fisico di Ceter. (p.ardo.)
Mercoledì furono i minuti finali a far venire qualche brivido, stavolta non ha convinto l'avvio. «Non credo che sia dovuto al fatto che siamo scesi in campo senza voglia di vincere: abbiamo sofferto il loro modo di giocare. Poi però ci siamo ripresi». E un primo segnale negativo era arrivato dopo appena un minuto, con Pinna che a causa di uno scontro era stato costretto a uscire prima e a essere sostituito poi. «Ci ha cambiato i programmi, ci siamo dovuti adattare in inferiorità numerica. Poi è entrato Cotali che nonostante stesse tornando da infortunio ci ha dato una grande mano».
A funzionare sono stati tutti i reparti, a partire dalla difesa e proprio dai pali; se contro l'Albissola il portiere Crosta era apparso un po' incerto, stavolta si è fatto trovare pronto in almeno un paio di interventi sul finale di gara. Coppia centrale forse non perfetta, ma che ha concesso poche sbavature. Vergara è stato chiamato in causa spesso, soprattutto nel primo tempo, in fase di impostazione. Sulle fasce Pisano instancabile, Cotali, al rientro dopo alcuni problemi fisici, non ha proposto il solito lavoro di spinta ma tanto contenimento. In mezzo, medaglia al merito per Vallocchia. Il vero protagonista silenzioso di giornata. Mai un tocco impreciso, sempre puntuale nei contrasti. Muroni e Pennington, anche loro, più che sufficienti. Stavolta non ha invece stupito Biancu sulla trequarti, nella ripresa Senesi ha fatto vedere di sicuro qualcosa in più. Infine l'attacco, con le giocate di Ragatzu e il fisico di Ceter. (p.ardo.)
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