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«Il Cagliari deve avere più coraggio»

di Roberto Muretto
«Il Cagliari deve avere più coraggio»

L’ex bomber Gigi Piras sul problema del gol: «Pochi i cross per Pavoletti e Sau gioca troppo lontano dalla porta»

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CAGLIARI. Ha sempre avuto molta confidenza con il gol. Gigi Piras ne ha segnati 87 con la maglia del Cagliari. Alla “Sardegna Arena” ha un posto nella tribunetta riservata agli ex che occupa regolarmente. Finora ha visto tutte le partite giocate in casa dal vivo e quelle in trasferta in televisione. «E soffro moltissimo», commenta l’ex attaccante rossoblù.

I numeri dicono che le reti realizzate sono solo quattro: c’è o no un problema?

«I numeri non mentono mai. Il Cagliari ha basato il suo gioco offensivo su Pavoletti, abilissimo di testa. Ma quanti cross arrivano dal fondo? Pochi. Spesso viene cercato con palloni lunghi che lo costringono a giocare spalle alla porta, così è più facile per gli avversari neutralizzarlo».

Sau non segna più, lei ha una spiegazione?

«Viene incontro e si allontana dall’area di rigore. Ho notato che gioca quasi sempre la palla indietro e non guarda mai verso la porta. Prima attaccava gli spazi ed era rapidissimo nel calciare. Forse è il tipo di gioco che vuole Maran che lo costringe a fare questi movimenti, ma così è sacrificato».

Anche Diego Farias non riesce a sbloccarsi.

«Stiamo parlando di un giocatore poco concreto davanti alla porta. Se facesse gol la metà delle volte che ne ha la possibilità sarebbe ai primi posti della classifica cannonieri. Molte volte mi sono chiesto i motivi per cui perde lucidità in fase di finalizzazione, non riesco a dare una risposta».

Il Cagliari è quart’ultimo, c’è da preoccuparsi?

«Un po’ sì. Troppi cambiamenti nella formazione da una partita all’altra, così è difficile trovare l’equilibrio. Non mi convince la teoria che quando c’è un turno infrasettimanale bisogna far rifiatare i giocatori. Ai miei tempi si giocava solo la domenica e vi garantisco che il mercoledì è meglio fare una partita che il doppio allenamento. Che io, tra l’altro, odiavo».

È una frecciatina al tecnico Rolando Maran?

«No, è solo una mia considerazione. Cambiare troppo, secondo me, non dà vantaggi. Io utilizzerei di più Faragò ma non come esterno basso, lo metterei davanti a Srna. Paolo sa crossare molto bene e potrebbe sovrapporsi al croato. Così arriverebbero più cross per la testa di Pavoletti che sarebbe messo nella condizione di fare male agli avversari».

Il Cagliari ha gli stessi punti dell’anno scorso.

«La differenza è che aveva giocato le prime due in trasferta con Milan e Juventus. La squadra in casa è sempre partita bene, poi è calata alla distanza. Col Sassuolo è stato poco fortunata, con Milan e Sampdoria poteva anche perdere. Ha sbagliato le gare con Empoli e Parma, sono quelli i punti che mancano».

È presto per tirare le somme, ma c’è il rischio di un’altra stagione sofferta?

«Sarà un campionato difficile. La società ha fatto qualche errore sul mercato, manca una seconda punta. Cerri è un giocatore che non mi convince».

Col Bologna sarà vietato sbagliare: dover vincere per forza quanto condiziona?

«Entra in ballo la personalità dei singoli. Concentrazione e attenzione fanno la differenza in queste gare. Un po’ la responsabilità la senti ma deve sparire quando comincia la partita. Da quel momento devi avere un solo pensiero, portare a casa i tre punti. Sabato il Cagliari se li prenderà»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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