il dopo marotta
Non sarà nominato un altro “ad” incarichi a Paratici, Ricci e Re
TORINO. Il modello di gestione non cambia ma qualche aggiustamento ci sarà nella Juventus che ha improvvisamente chiuso il ciclo di Beppe Marotta. Il fronte su cui il club bianconero vuole sfondare...
2 MINUTI DI LETTURA
TORINO. Il modello di gestione non cambia ma qualche aggiustamento ci sarà nella Juventus che ha improvvisamente chiuso il ciclo di Beppe Marotta. Il fronte su cui il club bianconero vuole sfondare è quello dei ricavi, per ridurre quel gap che è ancora forte rispetto a un'elite di club europei, almeno fino a quando non peserà nei conti l'effetto-Ronaldo. Ed è probabile che non venga nominato un nuovo ad., ma che le deleghe vengano concentrate nelle mai di Agnelli e Nedved. E mentre probabilmente le vere ragioni del divorzio anticipato tra Marotta e la Juve non saranno mai raccontate - un po’ come per cosa successe, o non successe, nel famoso intervallo della finale di Champions League a Cardiff - Agnelli è intervenuto sull'assetto del futuro boarding della società bianconera. Lo ha fatto a margine dell'assemblea di Lega, a Milano. «Il modello di gestione della Juventus rimane sostanzialmente inalterato, in assoluta continuità con il recente passato. I pilastri sono tre, lo sport, i ricavi e i servizi. Cambierà la leadership dei pilastri. Il responsabile dell'area sport sarà Fabio Paratici (attuale direttore sportivo, ndr), Giorgio Ricci assumerà la funzione di responsabile dei ricavi, con il titolo di Chef Revenue Officer, e Marco Re sarà responsabile dei servizi, vale a dire la finanza, le risorse umane, i servizi tecnologici, gli acquisti. Sono – rimarca Andrea Agnelli – professionisti che hanno un'età media di 45 anni e che sono pronti e preparati ad assumere le responsabilità in prima persona. Davanti a loro avranno sfide ambiziose e globali, pari se non superiori a quelle del 2010».
Si chiude l'era di Marotta e Mazzia, i due amministratori delegati l'uno dell'area sport l'altro di quella finanziaria: «Hanno fatto un gran lavoro - sottolinea Agnelli – anche per far crescere nuovi, giovani dirigenti, che davanti a loro avranno sfide ambiziose e globali. Dobbiamo continuare a competere con squadre leggermente davanti a noi dal punto di vista dello spettro dei ricavi e vogliamo restare assieme a loro nel benchmark del calcio globale».
Si chiude l'era di Marotta e Mazzia, i due amministratori delegati l'uno dell'area sport l'altro di quella finanziaria: «Hanno fatto un gran lavoro - sottolinea Agnelli – anche per far crescere nuovi, giovani dirigenti, che davanti a loro avranno sfide ambiziose e globali. Dobbiamo continuare a competere con squadre leggermente davanti a noi dal punto di vista dello spettro dei ricavi e vogliamo restare assieme a loro nel benchmark del calcio globale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
