Guai anche in difesa per il Cagliari
di Mario Frongia
Non basta l’attacco che non segna, si ferma anche lo stopper Klavan. E sabato c’è il match col Bologna
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CAGLIARI. Il valzer dello stopper è in corso. E la danza si annuncia complessa, sia per gli equilibri di reparto e la solidità della squadra, sia per le attitudini e le condizioni psicofisiche dei pretendenti.
Per il Cagliari la partita col Bologna assume toni leggermente delicati. Con una premessa: sabato pomeriggio i 3 punti vanno portati a casa a tutti i costi. Classifica, umore, condizione del gruppo e dell'ambiente sono in equilibrio. Per non alterare il tutto, i rossoblù sono obbligati a costruire una prova positiva. Intanto, Maran mischia le carte. E se in avanti ha avuto sinora risposte interlocutorie e deficitarie, come testimoniato dai numeri: 4 gol all'attivo, in difesa c'è da stringere i denti. Ed è ovvio che le soluzioni passano anche per un eventuale assestamento della mediana.
Il 4-3-1-2 di fabbrica potrebbe mutare in un 4-4-2. La rinuncia al trequartista, non significherebbe il sacrificio di Joao Pedro. Anzi. Vista la scarsa vena di Sau e Farias al fianco di Pavoletti, il tecnico trentino può avanzare JP10 e irrobustire il centrocampo con Ionita. Da Asseminello trapela poco e niente. Ma a quattro giorni dagli emiliani di Pippo Inzaghi, la ruota gira spedita. Dzemaili e soci approdano a Cagliari con la pancia piena: la vittoria in rimonta per 2-1 sull'Udinese ha ridato fiato al gruppo. Con 7 punti all'attivo il Bologna ha scavalcato i sardi. Ma se è presto per trarre bilanci, rimane una certezza: i rossoblù di Maran devono ritrovare il piglio visto con Samp e Milan.
Trincea. Il ko di Klavan, alle prese con una tendinite che pare essere di vecchia data, è la classica goccia di cui si sarebbe volentieri fatto a meno. Il centrale e capitano dell'Estonia si è fermato dopo 45' a San Siro. Una rogna in più per il tecnico. Ma non l'unica: Ceppitelli che appena avantieri si è riunito parzialmente ai compagni, è reduce da un fastidio al ginocchio che l'ha messo ko dopo 25' della prima di campionato a Empoli. Il turn over ha poi visto scomparire Romagna dai radar, tenuto in panca dal tecnico con Samp e Inter. Mentre è ricomparso Andreolli. Il difensore è stato schierato nelle concitate fasi finali della partita contro la Sampdoria alla Sardegna Arena, con sfortunato fallo da rigore su Defrel, fallito da Kwonacki. Al Meazza, sabato scorso, la riconferma al centro della difesa dal 1'. «Non dovevo riscattarmi, il mister mi ha sempre dimostrato fiducia. Lavoriamo con lo spirito giusto, è arrivata la mia possibilità e ho cercato di dare il mio contributo come fanno tutti». Infine, Pisacane. Il difensore ha risposto bene anche alle chiamate last minute. E anche a Milano contro Candreva e soci ha risposto con professionalità.
Le scelte. Maran sfoglia una margherita con i petali contati. Tanto che se la formazione la facessero i medici, darebbero per abili arruolati Pisacane e Romagna. Ma un conto è l'infermeria, un altro il campo. Da qui, al centro della difesa, il ballottaggio tra Andreolli e Romagna, con Pisacane quasi certo della maglia. A meno che Klavan e Ceppitelli non recuperino. Con tutto ciò che la fretta comporta nelle guarigioni quasi obbligate e a cento all'ora.
Per il Cagliari la partita col Bologna assume toni leggermente delicati. Con una premessa: sabato pomeriggio i 3 punti vanno portati a casa a tutti i costi. Classifica, umore, condizione del gruppo e dell'ambiente sono in equilibrio. Per non alterare il tutto, i rossoblù sono obbligati a costruire una prova positiva. Intanto, Maran mischia le carte. E se in avanti ha avuto sinora risposte interlocutorie e deficitarie, come testimoniato dai numeri: 4 gol all'attivo, in difesa c'è da stringere i denti. Ed è ovvio che le soluzioni passano anche per un eventuale assestamento della mediana.
Il 4-3-1-2 di fabbrica potrebbe mutare in un 4-4-2. La rinuncia al trequartista, non significherebbe il sacrificio di Joao Pedro. Anzi. Vista la scarsa vena di Sau e Farias al fianco di Pavoletti, il tecnico trentino può avanzare JP10 e irrobustire il centrocampo con Ionita. Da Asseminello trapela poco e niente. Ma a quattro giorni dagli emiliani di Pippo Inzaghi, la ruota gira spedita. Dzemaili e soci approdano a Cagliari con la pancia piena: la vittoria in rimonta per 2-1 sull'Udinese ha ridato fiato al gruppo. Con 7 punti all'attivo il Bologna ha scavalcato i sardi. Ma se è presto per trarre bilanci, rimane una certezza: i rossoblù di Maran devono ritrovare il piglio visto con Samp e Milan.
Trincea. Il ko di Klavan, alle prese con una tendinite che pare essere di vecchia data, è la classica goccia di cui si sarebbe volentieri fatto a meno. Il centrale e capitano dell'Estonia si è fermato dopo 45' a San Siro. Una rogna in più per il tecnico. Ma non l'unica: Ceppitelli che appena avantieri si è riunito parzialmente ai compagni, è reduce da un fastidio al ginocchio che l'ha messo ko dopo 25' della prima di campionato a Empoli. Il turn over ha poi visto scomparire Romagna dai radar, tenuto in panca dal tecnico con Samp e Inter. Mentre è ricomparso Andreolli. Il difensore è stato schierato nelle concitate fasi finali della partita contro la Sampdoria alla Sardegna Arena, con sfortunato fallo da rigore su Defrel, fallito da Kwonacki. Al Meazza, sabato scorso, la riconferma al centro della difesa dal 1'. «Non dovevo riscattarmi, il mister mi ha sempre dimostrato fiducia. Lavoriamo con lo spirito giusto, è arrivata la mia possibilità e ho cercato di dare il mio contributo come fanno tutti». Infine, Pisacane. Il difensore ha risposto bene anche alle chiamate last minute. E anche a Milano contro Candreva e soci ha risposto con professionalità.
Le scelte. Maran sfoglia una margherita con i petali contati. Tanto che se la formazione la facessero i medici, darebbero per abili arruolati Pisacane e Romagna. Ma un conto è l'infermeria, un altro il campo. Da qui, al centro della difesa, il ballottaggio tra Andreolli e Romagna, con Pisacane quasi certo della maglia. A meno che Klavan e Ceppitelli non recuperino. Con tutto ciò che la fretta comporta nelle guarigioni quasi obbligate e a cento all'ora.
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