Reggio Emilia amarissima il Banco si ferma sul più bello
di Andrea Sini
I sassaresi si squagliano nel finale dopo avere condotto il match per lunghi tratti Pagata a caro prezzo la contemporanea assenza di tre play: Smith, Spissu e Parodi
3 MINUTI DI LETTURA
INVIATO A REGGIO EMILIA. Benvenuti nel mondo del basket vero, benvenuti sui campi dove nessuno regala nulla e ogni errore si paga caro. Esordio in campionato amaro per la Dinamo, che cade al PalaBigi di Reggio Emilia e dopo un grande precampionato sbatte il muso con la realtà della serie A, cedendo per 85-77 al termine di una gara altalenante e durissima.
La chiave del match. I padroni di casa vincono grazie a un ultimo quarto stellare, con 5 triple realizzate in un momento in cui il punteggio si era bloccato. I sassaresi vanno via con le pive nel sacco dopo avere tirato il freno a mano nel momento in cui avevano completamente in pugno la gara, a metà terzo periodo, sul 48-57. Il lungo tira e molla, con tanti break anche pesanti (17-2 e 9-0 per la Dinamo, 15-2 e 11-2 per Reggio) si è concluso a favore della squadra che nel momento decisivo ha fatto arrivare la palla nelle mani giuste. A sorprendere in negativo del Banco, rispetto alle grandi prestazioni del precampionato, è stata la difficoltà nel difendere con continuità e creare un gioco corale.
Assenti&Assenze. Il Banco ha pagato a caro prezzo gli infortuni di Spissu e Smith, rimasti a Sassari a curarsi dai rispettivi acciacchi, e l’assenza dell’uruguaiano Luciano Parodi, tesserato fuori tempo massimo per poter giocare questa partita. Senza tre play e con alcuni giocatori completamente fuori giri (Thomas e Pierre su tutti), la Dinamo si è affidata a lungo alle iniziative dei singoli, ma alla lunga ha pagato a livello di lucidità.
Partenza lenta. La Dinamo dei primi minuti è letteralmente ingessata. Il quintetto con Gentile in regia e Devecchi come guardia, con Petteway, Thomas e Cooley fa una fatica tremenda a trovare il ritmo. Reggio difende forte e corre tanto, trovando il 9-3 con Ledo che costringe Esposito a chiedere il primo timeout della sua stagione dopo meno di 4’. In fase offensiva il Banco si affida a completamente a Bamforth, che trova subito il canestro, ma i problemi veri sono in difesa: Butterfield, tutto solo infila la tripla del 14-7. Il PalaBigi esplode, la guardia americana trova confidenza col canestro ed Esposito aumenta i centimetri del quintetto. Alla prima sirena i padroni di casa sono avanti 21-16, poi Griffin colpisce da lontano e manda la Dinamo a -8 (24-16).
In altalena. I sassaresi iniziano a stringere le maglie difensive e nel giro di 3 minuti piazzano un break di 11-2, propiziato in gran parte da Petteway e Cooley. Dopo il timeout di coach Cagnardi si riparte dal +1, 26-27, ma la Dinamo ne ha ancora: le triple di Thomas e Petteway mandano i biancoblù a +7, 26-33, a metà periodo. Adesso si gioca tutta un’altra partita, con Petteway continua a bombardare e con capitan Devecchi che piazza la tripla del +10, 33-43. Il Banco però fa l’errore di allentare il ritmo per un attimo, Gentile combina un paio di pasticci e a metà gara Reggio è risalita a -5, 38-43. Si riparte con un quintetto alto ma agile, l’attacco però si pianta e la coppia Ledo-Griffin regala a Reggio il +3, 48-45.
Il Banco migliore. Aa suonare la carica sono Gentile e Cooley: arriva un break immediato di 9-0, tutto giocato di squadra, che vale il 48-57. Bamforth commette il terzo fallo e si innervosisce, nelle due aree iniziano a volare colpi ai limiti del regolamento.
Il crollo. Da questa tonnara vengono fuori Mussini e Cervi (59-59) e alla terza sirena il Banco è a +1 (62-63). Cooley si fa fischiare un fallo tecnico (67-67) ed Esposito va su tutte le furie. Nessuno fa canestro per oltre 2 minuti, Elonu commette un antisportivo su Thomas, poi la Dinamo commette una serie incredibile di errori sotto canestro. Dalla confusione emerge Butterfield, che piazza tre triple dal sapore sentenza: a 2’ Reggio è avanti di 8 (78-70) e per la Dinamo è notte fonda. Llompard e Ledo danno la spallata finale e alla sirena il tabellone dice 85-77. Ko amarissimo e lezione da imparare assolutamente.
La chiave del match. I padroni di casa vincono grazie a un ultimo quarto stellare, con 5 triple realizzate in un momento in cui il punteggio si era bloccato. I sassaresi vanno via con le pive nel sacco dopo avere tirato il freno a mano nel momento in cui avevano completamente in pugno la gara, a metà terzo periodo, sul 48-57. Il lungo tira e molla, con tanti break anche pesanti (17-2 e 9-0 per la Dinamo, 15-2 e 11-2 per Reggio) si è concluso a favore della squadra che nel momento decisivo ha fatto arrivare la palla nelle mani giuste. A sorprendere in negativo del Banco, rispetto alle grandi prestazioni del precampionato, è stata la difficoltà nel difendere con continuità e creare un gioco corale.
Assenti&Assenze. Il Banco ha pagato a caro prezzo gli infortuni di Spissu e Smith, rimasti a Sassari a curarsi dai rispettivi acciacchi, e l’assenza dell’uruguaiano Luciano Parodi, tesserato fuori tempo massimo per poter giocare questa partita. Senza tre play e con alcuni giocatori completamente fuori giri (Thomas e Pierre su tutti), la Dinamo si è affidata a lungo alle iniziative dei singoli, ma alla lunga ha pagato a livello di lucidità.
Partenza lenta. La Dinamo dei primi minuti è letteralmente ingessata. Il quintetto con Gentile in regia e Devecchi come guardia, con Petteway, Thomas e Cooley fa una fatica tremenda a trovare il ritmo. Reggio difende forte e corre tanto, trovando il 9-3 con Ledo che costringe Esposito a chiedere il primo timeout della sua stagione dopo meno di 4’. In fase offensiva il Banco si affida a completamente a Bamforth, che trova subito il canestro, ma i problemi veri sono in difesa: Butterfield, tutto solo infila la tripla del 14-7. Il PalaBigi esplode, la guardia americana trova confidenza col canestro ed Esposito aumenta i centimetri del quintetto. Alla prima sirena i padroni di casa sono avanti 21-16, poi Griffin colpisce da lontano e manda la Dinamo a -8 (24-16).
In altalena. I sassaresi iniziano a stringere le maglie difensive e nel giro di 3 minuti piazzano un break di 11-2, propiziato in gran parte da Petteway e Cooley. Dopo il timeout di coach Cagnardi si riparte dal +1, 26-27, ma la Dinamo ne ha ancora: le triple di Thomas e Petteway mandano i biancoblù a +7, 26-33, a metà periodo. Adesso si gioca tutta un’altra partita, con Petteway continua a bombardare e con capitan Devecchi che piazza la tripla del +10, 33-43. Il Banco però fa l’errore di allentare il ritmo per un attimo, Gentile combina un paio di pasticci e a metà gara Reggio è risalita a -5, 38-43. Si riparte con un quintetto alto ma agile, l’attacco però si pianta e la coppia Ledo-Griffin regala a Reggio il +3, 48-45.
Il Banco migliore. Aa suonare la carica sono Gentile e Cooley: arriva un break immediato di 9-0, tutto giocato di squadra, che vale il 48-57. Bamforth commette il terzo fallo e si innervosisce, nelle due aree iniziano a volare colpi ai limiti del regolamento.
Il crollo. Da questa tonnara vengono fuori Mussini e Cervi (59-59) e alla terza sirena il Banco è a +1 (62-63). Cooley si fa fischiare un fallo tecnico (67-67) ed Esposito va su tutte le furie. Nessuno fa canestro per oltre 2 minuti, Elonu commette un antisportivo su Thomas, poi la Dinamo commette una serie incredibile di errori sotto canestro. Dalla confusione emerge Butterfield, che piazza tre triple dal sapore sentenza: a 2’ Reggio è avanti di 8 (78-70) e per la Dinamo è notte fonda. Llompard e Ledo danno la spallata finale e alla sirena il tabellone dice 85-77. Ko amarissimo e lezione da imparare assolutamente.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
