cagliari
«Questo ambiente è perfetto per me»
Il bomber Pavoletti dedica il gol al figlio che nascerà tra qualche giorno
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CAGLIARI. Scomoda fame, ambizioni, traguardi. Ad esempio, la nazionale: «Forse, meritavo di più la convocazione l'altra volta. Io ci sono, ma con tanti attaccanti forti in giro non essere chiamati non è un'ingiustizia». Leonardo Pavoletti sfodera fair play. Mentre parla tiene d'occhio il cellulare: la compagna Elisa è in dolce attesa e il pupo è in arrivo. Il gol del 2-0 che ha chiuso la questione Bologna, ha una dedica speciale divisa tra mamma ed erede. Il bomber marinaio ha innestato la marcia giusta: mai, neanche nell'epopea d'oro con il Genoa, è partito come quest'anno al Cagliari.
«Una ragione speciale? Forse, più di una. Quest'ambiente è perfetto per me, come giocatore e come uomo. La fame e l'umiltà della società sono le mie», ha detto il centravanti a Videolina sport. Sincero, diretto, capace di metterci la faccia anche nei momenti meno brillanti, per il gruppo e personali. Pavoloso, come lo hanno battezzato tra Toscana e Liguria, tiene la testa alta. E rilancia. «La vittoria col Bologna è iniziata martedì. Quando ci siamo ritrovati dopo la sconfitta di Milano, il mister era carico, non vedeva l'ora che arrivasse il giorno della partita. Ci ha detto che in questo momento nel quale non raccoglievamo i risultati meritati era ancora più contento di essere il nostro allenatore e di essere convinti che d'ora in avanti avremmo fatto grandi partite».
L'uomo del record con i gol di testa, annuisce e spiega: «Maran ha avuto ragione: quella col Bologna era partita da non sbagliare. Uno scontro salvezza e siamo stati bravi a mettere in campo quello che avevamo provato in settimana». Con quelle che Maran ha definito "variabili di percorso", che si sono rivelate decisive per asfaltare gli undici di Pippo Inzaghi. Ad esempio, il debutto di Castro tra le linee. Con l'argentino che ha letteralmente scoperchiato mediana e difesa degli emiliani.
«Forse il Bologna non se l'aspettava: Lucas ha fornito una prestazione di altissimo livello. Ha spezzato gli equilibri; quando un giocatore riesce a creare così tanto, per gli attaccanti poi diventa tutto più facile», è il grazie del numero 30 al ricamatore argentino. Il passaggio è propizio anche per una rilettura generale. «L'obiettivo? Una salvezza tranquilla. Ma per la personalità che stiamo dimostrando ovunque possiamo toglierci le nostre soddisfazioni. Anche l'anno scorso per buona parte della stagione avevamo una classifica tranquilla e alla fine ci siamo trovati nei guai. Ormai sappiamo come funziona, dunque prima blindiamo la sicurezza della Serie A, poi ci porremo un altro traguardo».
Intanto, Pavoloso - che vola a quota 3 gol nella classifica marcatori, più 2 in Coppa Italia - ha spezzato un altro incantesimo: sabato ha segnato per la prima volta in carriera al Bologna. «Per le realizzazioni, settembre non mi porta mai troppa fortuna: buone prestazioni senza gol».
Per una punta, una ferita aperta: «Sì, il gol mi mancava, non segnavo da quattro partite. Ma credo di avere fornito buone prove e di essermi reso utile. Il tandem con Joao Pedro? Ci troviamo bene insieme, con lui come con gli altri. A volte fa più la punta di me: io torno indietro, lui si fionda negli spazi».
Mario Frongia
«Una ragione speciale? Forse, più di una. Quest'ambiente è perfetto per me, come giocatore e come uomo. La fame e l'umiltà della società sono le mie», ha detto il centravanti a Videolina sport. Sincero, diretto, capace di metterci la faccia anche nei momenti meno brillanti, per il gruppo e personali. Pavoloso, come lo hanno battezzato tra Toscana e Liguria, tiene la testa alta. E rilancia. «La vittoria col Bologna è iniziata martedì. Quando ci siamo ritrovati dopo la sconfitta di Milano, il mister era carico, non vedeva l'ora che arrivasse il giorno della partita. Ci ha detto che in questo momento nel quale non raccoglievamo i risultati meritati era ancora più contento di essere il nostro allenatore e di essere convinti che d'ora in avanti avremmo fatto grandi partite».
L'uomo del record con i gol di testa, annuisce e spiega: «Maran ha avuto ragione: quella col Bologna era partita da non sbagliare. Uno scontro salvezza e siamo stati bravi a mettere in campo quello che avevamo provato in settimana». Con quelle che Maran ha definito "variabili di percorso", che si sono rivelate decisive per asfaltare gli undici di Pippo Inzaghi. Ad esempio, il debutto di Castro tra le linee. Con l'argentino che ha letteralmente scoperchiato mediana e difesa degli emiliani.
«Forse il Bologna non se l'aspettava: Lucas ha fornito una prestazione di altissimo livello. Ha spezzato gli equilibri; quando un giocatore riesce a creare così tanto, per gli attaccanti poi diventa tutto più facile», è il grazie del numero 30 al ricamatore argentino. Il passaggio è propizio anche per una rilettura generale. «L'obiettivo? Una salvezza tranquilla. Ma per la personalità che stiamo dimostrando ovunque possiamo toglierci le nostre soddisfazioni. Anche l'anno scorso per buona parte della stagione avevamo una classifica tranquilla e alla fine ci siamo trovati nei guai. Ormai sappiamo come funziona, dunque prima blindiamo la sicurezza della Serie A, poi ci porremo un altro traguardo».
Intanto, Pavoloso - che vola a quota 3 gol nella classifica marcatori, più 2 in Coppa Italia - ha spezzato un altro incantesimo: sabato ha segnato per la prima volta in carriera al Bologna. «Per le realizzazioni, settembre non mi porta mai troppa fortuna: buone prestazioni senza gol».
Per una punta, una ferita aperta: «Sì, il gol mi mancava, non segnavo da quattro partite. Ma credo di avere fornito buone prove e di essermi reso utile. Il tandem con Joao Pedro? Ci troviamo bene insieme, con lui come con gli altri. A volte fa più la punta di me: io torno indietro, lui si fionda negli spazi».
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