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La città ferita 

Azzurri in campo per dare una mano alle vittime del Morandi

GENOVA. Un silenzio surreale, spezzato solo dai colpi di un demolitore al lavoro sulle macerie, ha accolto la Nazionale azzurra di calcio in visita sotto il ponte Morandi, crollato il 14 agosto...

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GENOVA. Un silenzio surreale, spezzato solo dai colpi di un demolitore al lavoro sulle macerie, ha accolto la Nazionale azzurra di calcio in visita sotto il ponte Morandi, crollato il 14 agosto scorso provocando la morte di 43 persone. Un omaggio composto alle vittime e ad una città ancora sotto choc. I giocatori sono giunti poco dopo le 17 sulla strada che costeggia il Polcevera e sono sfilati in silenzio per alcune centinaia di metri, senza parlare, con gli occhi puntati verso il lugubre moncone del ponte ancora in piedi. Davanti nel gruppetto l'ex portiere del Genoa Mattia Perin (passato in estate alla Juventus) e l'attaccante della Sampdoria, Gianluca Caprari, al loro fianco Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini, leader morali dello spogliatoio.

Stretti nelle divise d'ordinanza, braccia in conserte, gli azzurri si sono fermati qualche istante davanti alla corona di fiori deposta dalla Figc con il messaggio «Gli azzurri con Genova nel cuore». Poco più in là altri fiori, lasciati dalla Nazionale ucraina che questa sera sfiderà l'Italia in amichevole a Marassi. La squadra si è spinta fino a poche decine di metri dal ponte per osservare le macerie ancora presenti. A fare da «guida» Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria. «La presenza della nazionale sotto il ponte Morandi - ha detto - ha un valore simbolico, è un bel gesto di solidarietà che testimonia la generosità della squadra e del suo ct, ma è anche un aiuto concreto per i cittadini danneggiati».

Tra i volti più segnati dall'emozione spiccava quello del ct Roberto Mancini, che per 15 anni ha vissuto a Genova. «È davvero pazzesco quello che è successo, molte volte sono passato su questo ponte. Vederlo in tv fa impressione, ma dal vero fa un effetto diverso». All'arrivo a Marassi il ct ha poi incontrato in forma privata i figli delle vittime (a cui la Figc assegnerà una borsa di studio triennale) e gli studenti che vivono nella zona del crollo.

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